Seguso a Murano, sculture di vetro e luce

Grande maestro vetraio a 90 anni torna nella sua isola

Redazione ANSA VENEZIA

VENEZIA - Sculture fatte di luce attraverso il vetro, lungo un percorso che dalle figure degli anni Sessanta porta a opere sempre piu' astratte che alla trasparenza, alla purezza, ai "vuoti" delle forme uscite dalla fornace unisce in un dialogo serrato i "pieni" di altre materie, come il legno o il metallo. I momenti, i lavori, della ricerca del maestro vetraio muranese Livio Seguso sono al centro della mostra "In principio era la goccia", a lui dedicata dal Museo del Vetro di Murano (Venezia), dal 15 novembre al 12 aprile (catalogo Consorzio Museum Musei).

Profondo conoscitore dell'arte vetraria dell'isola nella laguna, fin dall'inizio Seguso ha seguito una strada tesa a indagare le possibilita' e i limiti della materia vetro. Fin dalle prime opere, come un putto del 1968 o una madre-figlio del 1972, il maestro guarda alla dimensione della scultura, al vetro come materia che compone corpi, onde, figure spaziali tridimensionali. Attraverso un andamento cronologico, la mostra illustra le diverse fasi della sperimentazione di un maestro vetraio che si scopre scultore, che apre una nuova strada, con l'inserimento di altri materiali, rispetto alle forme e agli oggetti abituali forgiati nelle fornaci di Murano. Una fase che diventa urgenza dagli anni Ottanta, quando l'acciaio da materiale di supporto entra a far parte del processo creativo. Poi, e' la volta delle relazioni della materia trasparente con il marmo e il legno. Anche la produzione attuale di un maestro-artista quasi novantenne, tornato a vivere a Murano, che sa sperimentare anche nel campo del disegno o dell'incisione, si muove lungo le relazioni tra spazio, materia e luce, tra rigore geometrico e lirismo. Seguso, come ha rilevato Chiara Squarcina, responsabile del Museo del Vetro, dopo aver assimilato le regole e le potenzialita' della tradizione vetraia muranese ha poi seguito la strada del "concettualismo scultoreo".

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