Jesi celebra Valeria Moriconi, 'Fotoromanzo di una vita'

Foto, documenti, interviste e recensioni inedite

Redazione ANSA JESI

La città di Jesi (Ancona) celebra Valeria Moriconi, tra le maggiori protagoniste della scena del '900, a 17 anni dalla scomparsa. Il mese di giugno è dedicato al ricordo della grande attrice e concittadina, attraverso una mostra di fotografie e documenti inediti e la conclusione del progetto di riordino e inventariazione del suo archivio storico, punto di partenza di prossime iniziative di valorizzazione, e attraverso la quarta edizione del Premio "Valeria Moriconi" 2022 assegnato ad Ottavia Piccolo per la sezione "Protagonista della scena" e a Francesca Garolla per il "Futuro della scena".
    Mercoledì 15 giugno 2022, anniversario della scomparsa dell'attrice, nella Galleria di Palazzo dei Convegni si inaugura la mostra "Valeria. Fotoromanzo di una vita", a cura di Franco Cecchini, promossa da Comune di Jesi, Fondazione Pergolesi Spontini e Centro Valeria Moriconi. L'esposizione raccoglie foto, documenti, interviste e recensioni inedite, ordinate secondo un percorso tematico e selezionate dalla parte rimanente del fondo archivistico di Valeria Moriconi a Bologna, donata dal suo compagno Vittorio Spiga, venuto a mancare nel 2019. Ad accompagnare l'esposizione, la proiezione in loop di sequenze dallo sceneggiato Tv "Il mulino del Po" tratto dal romanzo di Riccardo Bacchelli, con Valeria Moriconi e Ottavia Piccolo, regia di Sandro Bolchi, che verrà presentato da Pierfrancesco Giannangeli. La mostra ad ingresso gratuito resterà aperta fino a domenica 26 giugno. Il curatore della mostra Franco Cecchini ricorda che il Centro Studi e Attività Teatrali Valeria Moriconi, con il Fondo archivistico annesso, "è stato inaugurato il 21 giugno 2007. Intervenne, tra gli altri, l'attrice Ottavia Piccolo a cui, a distanza di quindici anni, è stato felicemente assegnato da Comune, Fondazione, Amat e altri Enti promotori il Premio "Valeria Moriconi Protagonista della Scena" 2022. La mostra documentaria è stata realizzata con la parte del Fondo archivistico di Valeria Moriconi, rimasta finora nella casa di Bologna da lei condivisa fin dal 1979 con il suo compagno, il giornalista Vittorio Spiga".
    Lo stesso Cecchini aveva ritirato nel 2015 i primi tre contenitori di documenti, consegnatigli da Spiga. Dopo la morte del giornalista nel 2019, aveva contatto il figlio Alessandro "che, d'intesa con la sorella Giorgia, ha accolto con slancio la proposta di completare la donazione di suo padre al Comune di Jesi e, in un incontro dello scorso marzo a Bologna, mi ha consegnato gli ultimi quattro contenitori dell'archivio". Dopo aver visionato il tutto e averlo suddiviso per generi (foto, rassegne stampa, documenti vari, audiovisivi), Cecchini ha elaborato il progetto di mostra, "selezionando i materiali più interessanti e costruendo con essi un percorso espositivo che è quello della vita stessa di Valeria Abbruzzetti Moriconi, dall'infanzia alla morte: rievocando la sua vicenda umana, esistenziale, e insieme il suo itinerario professionale, artistico". Secondo Cecchini la documentazione bolognese "rappresenta e offre uno spaccato estremamente significativo del fondo archivistico generale". Tra le parti più interessanti "la documentazione fotografica, giornalistica e critica relativa agli anni Cinquanta, raccolta in album, schede e collages realizzati con particolare cura forse dallo stesso Aldo Moriconi, suo marito artista". Il titolo della mostra 'Fotoromanzo' fa riferimento al fatto che la vita di Valeria Moriconi "è qui esposta e messa in scena attraverso il filtro delle foto, della stampa, compresi i rotocalchi dell'epoca che per certi aspetti hanno anticipato i social di oggi. E soprattutto attraverso il filtro della sua 'arte della comunicazione', che ancora una volta emerge con forza.
    Abbiamo scelto un allestimento che consentisse la semplice esposizione, anzi l'impaginazione dei documenti originali, favorendone la visione e il contatto diretto da parte del visitatore. Senza elaborazioni tecniche, grafiche o scenografiche. Mentre in un angolo su una parete - come 50 anni fa sugli schermi televisivi - Valeria Moriconi si muove e si anima nella proiezione in loop di sequenze tratte da 'Il mulino del Po'". E si incontra nuovamente, come allora, con Ottavia Piccolo e con il suo pubblico.
   

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