Belle speranze, i ragazzi dal '48 a oggi

Dai Vitelloni a Gomorra, nel cinema giovani e storia italiana

Redazione ANSA ROMA

ROMA - C'è un filo sottile che lega gli amici mai cresciuti de I vitelloni alle vite sbandate di Gomorra, e un alfabeto comune che fa parlare ai ragazzi di Accattone la stessa lingua dei cervelloni di Smetto quando voglio. La voglia di autoaffermazione e il desiderio di libertà di tutte le nuove generazioni lungo 70 anni di storia d'Italia emergono nella mostra multimediale "Belle speranze: il cinema italiano e i giovani (1948-2018)", ideata da Fondazione Ente dello Spettacolo e in programma a Roma negli spazi del Mattatoio La Pelanda dal 30 gennaio al 15 marzo. Frutto di un lavoro di oltre 2 anni e a cura di Gianluca Arnone, Maria Grazia Cazzaniga ed Emanuela Genovese, l'esposizione presenta circa 150 pannelli che, come in un lungo film dagli stili e dagli accenti diversi, delineano con l'immaginario cinefotografico l'identità dei giovani dei vari decenni, dalla fine degli anni '40 al nuovo millennio, dando ai protagonisti del grande schermo l'onore e l'onere di veicolarne i sogni e le fragilità.
   

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