Vivere il presente, Joint is out of time

Alla Gnam le opere di 7 artisti rinnovano l'attuale allestimento

di Marzia Apice ROMA

ROMA - Continua a cambiare pelle e a mettere in mostra la propria trasformazione la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma - Gnam con un nuovo progetto espositivo che sottolinea la volontà di vivere il tempo presente accogliendo riflessioni, indagini e suggestioni degli artisti di oggi: l'istituzione diretta da Cristiana Collu presenta dal 22 gennaio al 2 giugno "Joint is Out of Time", a cura di Saretto Cincinelli e Bettina Della Casa, che rinnova l'attuale allestimento delle collezioni del museo. La mostra rappresenta la naturale evoluzione di "Time is Out of Joint" (inaugurata a ottobre 2016 e ancora aperta al pubblico) e ne ridefinisce gli intenti con i lavori di 7 artisti contemporanei di provenienza internazionale, Elena Damiani (Lima, 1979), Fernanda Fragateiro (Montijo, Portogallo, 1962), Francesco Gennari (Pesaro, 1973), Roni Horn (New York, 1955), Giulio Paolini (Genova, 1940), Davide Rivalta (Bologna, 1974) e Jan Vercruysse (Ostenda, 1948 - Bruges, 2018). Ad aprire il nuovo itinerario composto da circa 30 nuove opere è Rivalta che, con i suoi leoni sulla scalinata antistante il museo, riflette sul tempo presente in relazione al tempo animale. All'ingresso di una delle sale Paolini invita a proseguire nel percorso con Qui e oltre (da zero a nove), un'opera dalle sagome geometriche che annuncia se stessa e, insieme, anche gli altri lavori in mostra. Damiani e Fregaterio propongono opere site specific, appositamente create per gli spazi della Galleria Nazionale, mentre con Horn e Gennari l'indagine è sul tema dell'identità e Vercruysse esplora il senso del non luogo. Tra affinità e diversità degli artisti, in questa continua modulazione tra il vecchio allestimento e i nuovi innesti, l'idea è quella di disorientare e disorientarsi in un flusso ininterrotto di opere. Tuttavia i visitatori potranno distinguere i due "momenti" di questo lungo processo creativo non solo grazie al diverso carattere con cui sono scritte le didascalie dei lavori dei 7 artisti ma anche consultando una apposita mappa fornita all'ingresso. Inoltre per fruire in modo più consapevole della mostra, alcuni studenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma saranno sempre presenti alla Galleria Nazionale per offrire al pubblico visite guidate e informazioni dettagliate su artisti e opere. "Ci preoccupava come comunicare il tema di Joint, che propone una disseminazione delle opere all'interno di Time: ma lo scambio di termini nei titoli delle due mostre fornisce in maniera figurata l'operazione che è stata fatta", spiega oggi il curatore Cincinelli, "si riapre la partita con una serie di interventi nati in stretta collaborazione con gli artisti le cui opere sono andate a inserirsi in sale che avevano già una loro dimensione, in una sorta di intarsio all'interno del già costruito". La curatrice Della Casa sottolinea la difficoltà di un "progetto anomalo, perché non si trattava di costruire una nuova mostra ma decidere come incidere in un progetto già esistente. Anche la scelta artisti è stata precisa: tutti si muovono tra fotografia e scultura in una dimensione concettuale minimalista, ma hanno origine e identità diverse"
   

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