Il Natale diverso a Betlemme, senza pellegrini e turisti

Messa di mezzanotte con pochi fedeli,distanziamento e mascherine

di Massimo Lomonaco GERUSALEMME

GERUSALEMME - Betlemme si prepara al Natale, ma certo quest'anno non sarà quello di sempre. La pandemia ha colpito duramente la cittadina della Cisgiordania lasciando la festa cristiana per eccellenza senza turisti e pellegrini e con iniziative ridotte nella presenza per non alimentare il propagarsi dell'infezione, in aumento nei Territori Palestinesi come altrove. Nella Piazza della Mangiatoia l'albero di Natale svetta davanti alla Basilica della Natività (appena restaurata) e il presepe testimonia la tradizione ma l'atmosfera non è decisamente la stessa degli anni passati, quando già da giorni questi due posti-simbolo di Betlemme erano affollati di gente proveniente da tutto il mondo. Nelle vie della cittadina i negozi sono in larga parte chiusi e anche il via vai nel suk è un ricordo del passato. Ad una situazione già pesante si sono aggiunte ore le ulteriori restrizioni introdotte dal governo palestinese, inevitabili a fronte degli ultimi picchi di contagi. Per i prossimi 14 giorni - è stato disposto - ci saranno forti limitazioni agli spostamenti durante la settimana, lo stop nei week end e il mantenimento dell'attuale coprifuoco notturno dalle 19 alle 6 del mattino.
    Alle nuove regole non sono sfuggite neanche le funzioni e le preghiere nelle chiese (come nelle moschee) assoggettate a speciali protocolli. Compresa ovviamente la tradizionale messa di mezzanotte del 24 dicembre nella Chiesa di Santa Caterina, adiacente la Basilica, e quella diurna del 25. La partecipazione dei fedeli sarà contingentata. Non ci sarà, come è invece sempre avvenuto finora, il presidente Abu Mazen, mentre saranno presenti i consoli generali a Gerusalemme delle quattro nazioni cattoliche: Francia, Spagna, Belgio e Italia con il responsabile Giuseppe Fedele. I riti avranno inizio il 24 con la tradizionale partenza alle 11 da Gerusalemme del patriarca Pierbattista Pizzaballa: prima sosta presso il Monastero ortodosso di Sant'Elia per un incontro con una rappresentanza ridotta della parrocchia di Beit Jala, a poca distanza da Betlemme. Seconda sosta, con le stesse modalità, alla Tomba di Rachele e quindi l'ingresso a Betlemme con la tradizionale accoglienza degli Scout al suono delle cornamuse, del sindaco Anton Salma e dei rappresentati delle Chiese ortodossa ed armena. A mezzanotte messa della Vigilia a Santa Caterina con distanziamento e mascherine. Il giorno di Natale, messa con la parrocchia di Betlemme nella stessa chiesa. Con un'incognita: Pizzaballa nelle settimane passate ha annunciato di essere risultato positivo, sebbene asintomatico. Ora sta meglio e si spera che possa partecipare alle funzioni. Nel caso non fosse possibile - e sarebbe la prima volta per un patriarca - a celebrare sarà un suo delegato.
   

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