Le meraviglie delle corti europee al Met per Natale

Anche da Italia; tra automata, strumenti scientifici, gioielli

Alessandra Baldini NEW YORK

NEW YORK - Come in "Hugo Cabret", il capolavoro di Martin Scorsese sul bambino che vive in una stazione accudendo enormi orologi con l'unico cruccio di far rivivere l'automa meccanico lasciatogli dal padre che sembra nascondere il suo ultimo messaggio? O in Peter Carey e il suo romanzo "Chimica delle Lacrime" in cui un'anatra meccanica d'argento fa sfondo a storie d'amore impossibili. Precursori dei robot, gli automata sono al centro di "Making Marvels: scienza e splendore alle corti d'Europa", la scintillante mostra di Natale del Metropolitan Museum di New York.

"Orologi, automaton, mobilia, strumenti scientifici, avori e gioielli che originariamente abitavano le Kunst Wunderkammer dei sovrani servivano per intrattenere e per sorprendere", ha detto il direttore del Met, Max Hollein, davanti a un tour de force di 170 oggetti che ha coinvolto 50 istituzioni di tutto il mondo tra cui il Museo Galilei di Firenze con strumenti astronomici e meccanici e il Castello del Buonconsiglio di Trento con una fontana portatile da cui durante i banchetti spillava acqua o vino. Gli automaton avevano un ruolo nella vita di corte: spesso usati nei "drinking games" delle tavole reali. In tutte le sale della mostra video e modelli digitali ne illustrano il funzionamento creando paralleli con le meraviglie tecnologiche del nostro tempo che catturano la nostra attenzione usando gli stessi espedienti: suspense e meraviglia attraverso drammatiche trasformazioni.

Tra i pezzi della mostra, aperta dal 25 novembre, molti non erano mai stati esposti negli Usa (farli arrivare e' stata una impresa di diplomazia culturale di cui solo il Met e' capace, ha detto Hollein). Tutti sono destinati a lasciare il visitatore a bocca aperta come gli arredi d'argento del Tesoro Esterhazy, il più grande diamante verde del mondo nella sua montatura originale da ornamento per cappello (il "Dresden Green" in onore del quale l'Empire State Building questa settimana si e' illuminato di verde) e la ricostruzione moderna di un robot-giocatore di scacchi della fine del Settecento: soprannominato "il Turco" mise ko Napoleone. Di fronte al "Turco", "The Draughtsman Writer", l'androide di Henry Maillardet che ispiro' il romanzo di Brian Selznick "La straordinaria invenzione di Hugo Cabret" e l'adattamento cinematografico di Scorsese. Il meccanismo avanzato di questo oggetto, capace di immagazzinare piu' informazioni di altre macchine venute prima di lui, e' considerato un precursore del computer.

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