Caravaggio e Bernini conquistano Vienna

Inaugurata una grande mostra al Kunsthistorisches Museum

Stefan Wallish VIENNA

KUNSTHISTORISCHE MUSEUM (VIENNA) Con l'emozione, lo sanno i politici di tutto il mondo, si raggiungono prima i cuori e poi le teste. Lo sapevano anche Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) e Gian Lorenzo Bernini (1598-1680) che, in piena controriforma, cambiarono radicalmente il modo di rappresentare i santi, riportandoli a terra, raffigurandoli con le loro paure e sentimenti, toccando in questo modo le corde emozionali dello spettatore. Nulla fu come prima. Da Roma partì un'onda che cambiò il modo di fare arte in tutta l'Europa. Il Kunsthistorisches Museum di Vienna ospita fino al 19 gennaio 2020 una grande mostra di Caravaggio e Bernini. Il filo rosso dell'esposizione di un'ottantina di opere sono infatti 'la scoperta dei sentimenti' - questo il sottotitolo - e la rivoluzione artistica che è partita proprio dalle due super star del barocco. Si tratta della prima mostra di questa portata fuori dall'Italia con le più importante opere del pittore e dello scultore. Per realizzarla sono arrivate opere dagli Stati Uniti alla Russia, dall'Italia all'Olanda. "Siamo felici di avere qui a Vienna il nucleo più importante della pittura caravaggesca fuori dall'Italia", ha detto la curatrice Gudrun Swoboda durante la presentazione della mostra. Swoboda ha evidenziato soprattutto l'importanza di aver portato al Kunsthistorische Museum la Incoronazione di spine, "una delle opere più significative", che arriva dalla collezione Vincenzo Giustiani di Roma. Sabine Haag, direttrice sempre meno ad interim del museo sulla Ringstrasse (dopo l'annuncio di Eike Schmidt di voler restare a Firenze), con nonchalance ha risposto alle domande dei giornalisti dicendo che "in questo momento di grandi emozioni ci siamo concentrati sul nostro lavoro". La mostra mette in dialogo le opere di Caravaggio e Bernini e di altri artisti della loro epoca. Non mancano le tele del Narciso e San Giovanni Battista, come neppure la Medusa e un modello dell'Elefante della Minerva. Per la prima volta vengono esposte anche quattro piccole teste in bronzo che ornavano un tempo la carrozza dello scultore. Di particolare rilievo artistico anche la Maria Maddalena di Artemisia Gentileschi, l'unica rappresentante donna della pittura italiana di inizio Seicento. Il valore di questa esposizione è stato sottolineato anche dall'ambasciatore italiano a Vienna, Sergio Barbanti. "Questa mostra - ha detto - celebra due geni della cultura universale, perché il rilievo di questi due artisti trascende le frontiere dell'Italia. L'ambasciata italiana ha lavorato attivamente, assieme al museo, all'organizzazione di questa mostra, soprattutto per quanto riguarda i prestiti dall'Italia". Attraverso l'Istituto di cultura vengono organizzati, fino a gennaio, una serie di eventi collaterali, concerti e conferenze. "Siamo molto soddisfatti di questo evento come indicatore dello stato di salute dei rapporti con l'Austria, in cui la parte culturale gioca un ruolo enorme. L'Italia da questo punto di vista è una super potenza. Come disse il grande poeta russo del Novecento Richter, 'tutti i cittadini del mondo hanno due patrie, la propria e l'Italia' ", ha ribadito Barbanti. Dopo la tappa viennese, l'esposizione si trasferirà dal 14 febbraio al 7 giugno al Rijksmuseum di Amsterdam.

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