Museion fa 10 anni e riparte da Kippenberger

Ragaglia, 50 mila visitatori. Un anno eventi per diverse anime

di Daniela Giammusso BOLZANO

BOLZANO - Nel 2008 la sua Zuerst die Fusse, con quella rana verde crocifissa, boccale di birra in una mano e un uovo nell'altra, scatenò un fiume di polemiche e il biasimo persino di Papa Ratzinger. Di acqua sotto i ponti ne è passata è il Museion, il Museo d'arte moderna e contemporanea di Bolzano, il 25 maggio compie dieci anni nel suo futuristico palazzo di vetro disegnato dagli architetti KSV di Berlino. E per festeggiare, in un anno pieno di eventi, il suo #10YearsOn riparte proprio da lì, da Martin Kippenberger, provocatorio quanto poliedrico autore tedesco, questa volta in una rilettura completamente inedita.

''Per me quella mostra era un conto aperto - spiega oggi la direttrice Letizia Ragaglia, al tempo curatrice - Volevo un'occasione per togliere a noi una certa nomea e per riposizionare lui nella storia dell'arte, per far capire che, sì, era l'enfant terrible, il clown, il provocatore. Ma non solo''. Così è nata ''Body Check. Martin Kippenberger - Maria Lassnig'' (2 febbraio-6 maggio), mostra a cura di Veit Loers (guest curator 2018), costata ''il doppio degli 80-90 mila euro delle nostre mostre'', che per la prima volta lo accosta a un'artista femminile che ha segnato l'arte degli ultimi decenni, inserendolo in un più ampio contesto storico-artistico. Oltre 60 opere, tra dipinti, disegni, video, dagli anni '90 ai 2000, alcune inedite per l'Italia, che l'allestimento curato dall'architetto Marco Palmieri ha posto in due percorsi ''che si guardano ma non si toccano - spiega la direttrice - perché sappiamo che i due furono contemporaneamente a Vienna, tra la fine degli anni '70 e gli '80. Avevano molte persone in comune e sicuramente conoscevano il lavoro l'uno dell'altra, ma non sappiamo se si siano mai incontrati. L'idea - prosegue - è raccontare come abbiamo entrambi lavorato sul corpo. La Lassnig facendolo diventare un tutt'uno con la sua arte''. Kippenberg, invece, che era stato anche impresario, programmatore musicale di un club a Berlino, scrittore, ''prendendosi quasi in giro, con echi grotteschi, usando il suo essere sofferente, non per provocare la Chiesa. E' importante - torna a riflettere la Ragaglia - come un museo mette l'opera dentro un contesto. Questo forse non era accaduto 10 anni fa''.

    Ma il programma del #10YearsOn racconterà tutte ''le diverse anime seguite dal Museion in questi 10 anni: la sperimentazione, l'attenzione ai giovani e all'Italia, il femminile, la vocazione local ma la necessità di essere anche internazionale, l'essere un museo di confine tra il mondo nordico e il Mediterraneo''.

    Uno dopo l'altro, ecco allora Carillon, composizione musicale per campanacci di Olaf Nicolai con il coinvolgimento di bovini sui prati intorno al museo; Somatechnics a cura di Simone Frangi, vincitore del concorso per un Padiglione Italia-Austria; il ritorno di John Armleder, in collaborazione con il Madre di Napoli, oggi l'artista svizzero più influente della sua generazione; Tutto. Prospettive sull'arte italiana, che da Fontana a Ghirri e Schifano, metterà in dialogo opere del Museion con altre della Sammlung Goetz di Monaco; e Liliana Moro a tu per tu con il Cubo di Garutti. ''Non siamo ancora in una situazione in cui la popolazione locale è orgogliosa di avere il Museion - conclude la Ragaglia - ma abbiamo costruito molte collaborazioni e siamo a 50 mila visitatori l'anno, 60% locali e 40% 'esterni. I visitatori virtuali sul sito sono addirittura 250 mila e tantissimi, 18 mila, i partecipanti alle nostre visite guidate''. 

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