Luisa Todini, passione non basta, vini pop per consumi easy

Sotto il format “We are Todini” qualità Todi si presenta al mondo

di Alessandra Moneti

La ripartenza italiana può decollare dall’agricoltura e dallo sviluppo sostenibile in campo energetico. Se ne dice convinta l’imprenditrice Luisa Todini, già europarlamentare Fi, che a Roma ha presentato la nuova fase di rilancio della cantina di famiglia sotto il claim “We are Todini”.

In una frazione di Todi, in Umbria, una maxi azienda agricola di circa mille ettari, il doppio del Vaticano ha commentato DoctorWine Daniele Cernilli, vigneti con uve del territorio e internazionali, vestigia etrusche e medievali, area venatoria ma anche una sorta di Arca di Noè costruita sottraendo al destino dei circhi zebre, dromedari, ippopotami, avvoltoi e altri esemplari esotici per un totale di 47 specie.

Nel mondo, ha detto l’imprenditrice, “Todi è un brand a sé, emozione allo stato puro, ed ha avuto riconoscimenti internazionali per la vivibilità”. “Noi che siamo legati anche col nome a questo territorio vogliamo raccontarlo – ha detto – attraverso un bicchiere di buon vino, facendo omaggio alla storia e alla qualità italiana. Vignaioli dagli anni Novanta, col Grechetto impiantato dal padre, abbiamo lavorato sia sulla fascia premium, vini di pregio che però ho voluto rendere multitasking, da bere dall’aperitivo al pasto. Sul letto di morte voglio – ha ironizzato – una bottiglia di Amarone, ma per i miei vini voglio invece un consumo easy. Per fare impresa nel vino serve passione e profitto. E se uno riesce ad avere lo 0,01% di profitto è molto bravo. Abbiamo cercato di intraprendere la lunga strada dei vini top quality ma anche di fare un vino più pop, contemporaneo.

L’emergenza Covid ci ha insegnato l’importanza di essere anche nella Gdo e avere una gamma di etichette per palati e mercati diversi. La pandemia – ha osservato – ci ha insegnato ad essere imprenditori flessibili. E dopo tanti investimenti sul contenuto – e col Laudato 2018 abbiamo trovato la quadratura del cerchio - stiamo studiando il contenitore, un bel packaging. Preferiamo i blend ai vini in purezza per trovare, appunto, bevibilità.

La produzione media si attesta sulle 250mila bottiglie. Siamo nei mercati esteri per una quota del 65% della produzione ma vogliamo parlare soprattutto agli enoappassionati italiani. L’Italia – per la Todini – è un orto, per l’80% si riconosce nella cultura rurale, siamo legati all’attività agricola anche se forse dovremmo uscire un po’ dalla logica degli incentivi per cavalcare – ha detto – l’innovazione e costruire il turismo delle esperienze. E l’attenzione al dettaglio per una ospitalità a 360 gradi è il valore aggiunto di una impresa a conduzione femminile”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie