Lotta allo spreco e welfare, città alleate nella Food Policy

A Terra Madre Bergamo esempi e progetti di amministratori

Redazione ANSA TORINO
(ANSA) - TORINO, 24 OTT - Lotta allo spreco alimentare, nuove forme di welfare, incentivi alle aziende agricole che operano nei territori cittadini. Il rapporto tra il cibo e le città va ripensato, ed è uno degli aspetti delle food policies. Il punto è stato fatto nella prima giornata di Terra Madre Bergamo, organizzata da Slow Food, Città di Bergamo e Città di Milano, nell'ambito di Terra Madre Salone del Gusto. In due webinar sono stati portati progetti, sollecitazioni e risultati, raccontati da amministratori locali e stakeholder.

"Fare politica alimentare - ha detto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori - significa prendere consapevolezza che la città non può essere soltanto luogo di consumo, ma anche di produzione: compito dell'amministrazione è allora quello di sostenere le realtà agricole e favorire la nascita di reti, mettendo ad esempio in comunicazione produttori e ristoratori, stimolando la valorizzazione dei prodotti locali. Ma significa anche lavorare per far arrivare nelle mense scolastiche alimenti biologici (una quota oggi al 65%), e far nascere distretti insieme ad altri Comuni: è il caso di East Lombardy - che unisce Bergamo a Brescia, Cremona e Mantova.

Sulla lotta allo spreco si è soffermata Anna Scavuzzo, vicesindaco di Milano delegata alla Food Policy, che ha sottolineato l'importanza di "condividere le esperienze, le strategie e le buone pratiche sperimentate in ogni singola realtà. Anche per questa ragione, nei prossimi mesi, verrà organizzata una winter school rivolta ai sindaci lombardi: un momento di confronto e di scambio durante il quale trovare gli spunti utili a migliorarsi".

Secondo Roberto Stanchina, vicesindaco di Trento, "si deve lavorare sulla promozione di trekking agricoli che tocchino le aziende e i produttori che fanno della sostenibilità un marchio di fabbrica, come quelle che aderiscono al progetto Nutrire Trento".

L'assessore all'Ambiente del Comune di Torino, Alberto Unia, ha ricordato che "le politiche del cibo sono ormai radicate e alcuni progetti stanno dando ottimi risultati: uno su tutti #RePoP, che mette insieme lotta allo spreco e integrazione sociale. Il progetto ha preso il via tre anni fa a Porta Palazzo e grazie all'aiuto di immigrati e richiedenti asilo il cibo invenduto viene redistribuito a chi ne ha bisogno".

Un'iniziativa simile è Ricibo, il progetto illustrato dall'assessore all'Ambiente di Genova, Matteo Campora, che mette in rete le associazioni impegnate nella lotta allo spreco e nella distribuzione di cibo sfruttando la tecnologia e un approccio scientifico, per migliorare l'efficacia dell'intervento e aumentare il recupero di eccedenze alimentari.

Simone d'Antonio, che per l'Anci segue il progetto Urbact, "una rete di collaborazione globale di food policies può facilitare anche i comuni più piccoli che possono essere i primi incubatori di nuovi progetti e coinvolgere attori diversi: dal modello degli orti urbani diffusi, che contribuiscono all'inclusione sociale e alla promozione di un'alimentazione sostenibile, agli esempi di mense con menù interamente a km zero". (ANSA).

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