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Cia, dal Sud dossier agroindustriale per cambiare l'Italia

Scanavino, condizioni affinché le aree interne non insorgano

ROMA ANSAcom

E' un atto concreto quello scaturito a Benevento dalla seconda tappa del road show targato Cia Agricoltori Italiani "Il Paese che Vogliamo" dedicato al Sud, innovativo modello basato su tavoli tematici interregionali (Campania, Calabria e Basilicata) tra agricoltori e istituzioni regionali e locali, oltre alle rappresentanze di enti e società civile.
"Abbiamo avviato un percorso di ascolto e condivisione delle criticità", ha detto il presidente di Cia Campania, Alessandro Mastrocinque, nel ricordare che ad accomunare le tre regioni coinvolte ci sono questioni in stallo da tempo; dall'eccessiva frammentazione del sistema istituzionale alla mancanza di un interlocutore dove prima c'erano le Province, dalla debolezza delle reti digitali alla carenza di infrastrutture fisiche, dall'invecchiamento e spopolamento alla difficoltà nello sviluppare filiere. "Siamo a servizio delle comunità e dell'agricoltura il cui sviluppo nell'entroterra è estremamente concatenato - ha commentato il presidente nazionale, Dino Scanavino che aggiunge - presenteremo un dossier al governo che non sarà un testo di suggerimenti ma di condizioni, affinché le aree interne non insorgano". Cia rinnova così il suo impegno a servizio dei cittadini con l'agricoltura motore del rilancio economico e sociale del Paese, soprattutto nel Meridione e nell'entroterra. E' il caso del beneventano, dove il settore agricolo è fondamentale per la tenuta della provincia, con il 40% delle superfici vitate della regione (la Campania conta 30 mila ettari di vigna) e oltre 11 mila aziende, un terzo solo nel Sannio.

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