Confagricoltura e Cia, riscrivere regole produzione pomodoro

Redazione ANSA BOLOGNA
(ANSA) - BOLOGNA, 28 OTT - Riscrivere le regole della programmazione insieme alla parte industriale. È questa la sintesi dei produttori di pomodoro da industria di Confagricoltura e Cia dell'Emilia-Romagna, che coltivano oltre la metà dei 25.427 ettari di superfici investite in regione, mentre la restante parte è rappresentata da soggetti cooperativi, privati e altre rappresentanze agricole.

Dall'Emilia-Romagna proviene il 70% del raccolto del Nord Italia pari a 2,7 milioni di tonnellate.

Infatti, nonostante la crisi dei consumi, il pomodoro '100% italiano' - dai concentrati alle conserve ai pelati - vince a scaffale ma scontenta i coltivatori. Le due organizzazioni agricole regionali commentano la più difficile campagna della storia denunciando le anomalie climatiche e la diminuzione del potenziale di trasformazione. Si sono accorciati anche i tempi di raccolta a causa della maturazione in contemporanea delle bacche tanto che il 20 settembre le piante erano già scariche.

Vanno pertanto rimodulati, si sottolinea, "i termini dell'accordo tra agricoltori e industriali per dare valore al prodotto in campo".

Confagricoltura e Cia dell'Emilia-Romagna fissano una posizione comune da presentare al tavolo della trattativa sul contratto quadro d'area Nord Italia per il prossimo anno, visto anche il buon riscontro nel mercato dei derivati del pomodoro, confermando il quantitativo da produrre per il 2020 , ossia 25-26 milioni di quintali, come pure l'obiettivo in termini di superfici investite di circa 35-36.000 ettari, di cui 25.000 in Emilia-Romagna, ma è tuttavia necessario cambiare rotta sulla gestione del potenziale produttivo, di fronte a condizioni di ritiro e trasformazione completamente stravolte dal clima e da una capacità delle industrie di fatto diminuita. (ANSA).

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