Pronti i chip che non dimenticano, perl' intelligenza artificiale

Si modificano, imitando il cervello umano

Redazione ANSA

Sono pronti i primi chip che non dimenticano, vale a dire che possono essere riconfigurati con impulsi elettrici a mano a mano che apprendono nuove informazioni e in questo modo riescono a conservare tutto cio' che apprendono: il risultato, pubblicato sulla rivista Science, e' atteso da tempo dai tanti ricercatori al lavoro sull'intelligenza artificiale.

Coordinata da Hai-Tian Zhang, dell'americana Purdue University, la ricerca segna un passo in avanti verso la possibilita' di ottenere dispositivi in grado di rispondere alle esigenze complesse dell'intelligenza artificiale. I primi test indicano che le prestazioni dei nuovi chip sono decisamente superiori rispetto a quelle dei chip tradizionali e, rilevano i ricercatori, aprono le porte a una nuova elettronica ispirata al cervello umano e altrettanto efficiente nella capacita' di imparare dall'esperienza.

"È uno studio promettente", ha detto al'ANSA Chiara Bartolozzi, esperta di ingegneria neuromorfa per la robotica dell'Istituto Italiano di tecnologia (Iit). "Grazie a questi dispositivi in grado di modificare la funzionalita' ricevendo degli impulsi, le reti neurali potrebbero diventare piu' efficienti". Un tema caldo in questo momento, ha osservato, riguarda la capacita' delle reti di conservate tutti i dati immagazzinati: "le reti vanno addestrare con una grandissima quantita' di dati, ma non sono in grado di conservare la memoria di tutti". È il problema noto agli esperti di reti neurali come 'catastrophic forgetting'.A questo, si aggiungono gli alti consumi eneergetici dei computer tradizionali. "L'idea - ha osservato - e' di andare verso reti che comincino ad apprendere con pochi dati e che continuino a imparare nel tempo".

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