Gli umani sensibili allo sguardo dei robot

Può influenzare le nostre scelte, esperimento dell'Iit

Leonardo de Cosmo

Gli sguardi sono importanti, e possono distrarre, anche se a fissarti è un robot: quanto questo sia vero lo dimostra l'esperimento realizzato da ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) guidati da Agnieszka Wykowska e pubblicato sulla rivista Science Robotics. Il risultato indica che lo sguardo di un robot può influenzare i processi decisionali degli esseri umani nel pieno di un gioco competitivo.

“Sappiamo che i robot saranno sempre più presenti nelle nostre vite e per questo è importante cercare di comprendere meglio come noi umani interagiamo con loro”, ha detto all’ANSA Wykowska, a capo del laboratorio Social Cognition in Human-Robot Interaction dell’Iit e del progetto europeo InStance.

“Lo sguardo – ha proseguito – è uno dei tanti elementi di comunicazione che usiamo tra noi umani e il cui significato varia molto in base al come e quando lo si usa. Ad esempio, ma non sempre, su un figlio può essere un efficace rimprovero. Con questo esperimento volevamo capire come lo sguardo di un robot potesse influenzare il nostro comportamento durante un gioco competitivo contro lo stesso robot”.

Nell'esperimento i ricercatori hanno fatto sedere l'uno davanti all’altro un umano (se ne sono alternati oltre 40) e un robot (un umanoide iCub) per farli giocare al Gioco del pollo, uno dei giochi più utilizzati in questi esperimenti e in sostanza l’analogo di quello che facevano i protagonisti di Gioventù bruciata, il film del ’55 con James Dean. Il gioco consiste in una corsa in auto, l’una lanciata contro l’altra: il primo che sterza perde (e diventa un pollo codardo), se nessuno sterza entrambi perdono (morendo). Ovviamente il gioco era in forma virtuale e durante i test l’attività neuronale degli umani veniva monitorata con l'elettroencefalografia.

“Abbiamo osservato che tutti gli umani, senza grandi differenze in base al genere o età, venivano rallentati se il robot li fissava con lo sguardo nei momenti chiave in cui dovevano prendere la decisione”, ha detto ancora Wykowska. I dati indicano che lo sguardo comportava un maggiore sforzo cognitivo per gli umani. “Al di là del contributo che questo studio possa fornire per lo sviluppo di robot giocatori di poker – ha concluso la ricercatrice – il nostro obiettivo è capire meglio quali meccanismi vengano attivati nel nostro cervello dalle azioni dei robot, ad esempio evitare di provocare distrazioni. Sono tutti elementi fondamentali per migliorare i robot pensati, ad esempio, per aiutare gli anziani, oppure per dare sostegno nelle terapie con i bambini con problemi, ad esempio con autismo”.

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