Supercomputer italiani a caccia di farmaci anti Covid

Nell'esperimento più imponente mai realizzato

Redazione ANSA

Al nastro di partenza l'esperimento più imponente mai realizzato prima d'ora di simulazione del comportamento del virus SarsCoV2: la simulazione italiana, basata sul supercomputer del Consorzio interuniversitario Cineca, si annuncia 300 volte più grande e 500 volte più veloce di quella realizzata negli Stati Uniti nel giugno scorso. L'obiettivo è individuare le terapie più efficienti per neutralizzarlo, rileva il direttore generale del Cineca, David Vannozzi.

"Per avere un'idea della grandezza - osserva - bisogna pensare che oltre 70 miliardi di molecole saranno testate su 15 "siti attivi" del virus attraverso l'elaborazione di 1.000 miliardi di interazioni in sole 60 ore, passando da una capacità di 3 milioni di molecole simulate al secondo a 5 milioni di molecole simulate al secondo".

"La pandemia ha imposto così una nuova dimensione alla ricerca scientifica e clinica. Si pensi ai tempi necessari per mettere a punto il vaccino: per il vaccino dell'influenza sono stati necessari 28 anni, 15 anni per il vaccino contro il papilloma virus, soltanto 9 mesi per il vaccino anti-Covid.

La potenza dei supercalcolatori - prosegue Vannozzi - ha rivoluzionato il mondo della ricerca. Il vaccino ci darà l'immunità dal Covid, ma non meno necessari e urgenti sono i trattamenti terapeutici per i malati. E individuare le molecole più appropriate è decisivo per salvare vite umane".

La simulazione del comportamento del nuovo coronavirus è stata resa possibile, con il coordinamento dell'azienda Dompé, grazie alla biblioteca molecolare Exscalate e ai supercomputer HPC5 di Eni e Marconi100 di Cineca (81 petaflop di capacità di calcolo) il software di screening virtuale realizzato e ottimizzato dal Politecnico di Milano, Cineca, e gli analytics di Sas.

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