In viaggio verso il Sole la più grande cometa mai vista

In arrivo nel 2031, transiterà oltre Saturno

Redazione ANSA

E' in viaggio verso il Sistema Solare una cometa gigante, molto probabilmente la piu' grande mai vista. Ha le dimensioni simili a quelle di un pianeta nano e si chiama Bernardinelli-Bernstein, dal nome degli scopritori (oppure tecnicamente C/2014 UN271). Non rappresenta un pericolo perche' nel suo momento di massimo avvicinamento al Sole, nel 2031, sara' comunque lontanissima dalla Terra, oltre l'orbita di Saturno. Dettagli di questo prezioso relitto cosmico sono in via di pubblicazione sulla rivista The Astrophysical Journal Letters dal gruppo internazionale di ricerca guidato dagli stessi scopritori della cometa.

Con i suoi 155 chilometri di diametro, la cometa era stata scambiata inizialmente per un pianeta nano quando era stata vista casualmente nel 2014, durante la grande campagna Des (Dark Energy Survey), durata anni e dedicata allo studio dell'energia oscura, ossia l'energia misteriosa che occupa il 75% dell'universo. In quella stessa campagna, pensata per studiare oggetti cosmici lontanissimi, sono stati identificati oltre 400 nuovi 'intrusi' che popolano la periferia piu' estreme del Sistema Solare, dove si trova la nube di Oort.

Quando e' stata scoperta la cometa si trovava a 29 unita' astronomiche (UA, ossia la distanza Terra-Sole) e dall'analisi della traiettoria l'oggetto proviene da almeno 40mila UA e il suo massimo avvicinamento al Sole e' previsto per il 2031 a 10,97 AU, piu' della distanza tra Sole e Saturno. La cometa non potra' essere visibile a occhio nudo, ma secondo i ricercatori il suo passaggio sara' un'occasione unica per studiare il passato del Sistema Solare.

La Bernardinelli-Bernstein potrebbe infatti essere 'immacolata', ossia non essersi mai avvicinata tanto al Sole, che con le sue radiazioni ne avrebbe alterato la composizione superficiale. E' percio' un sorta di fossile cosmico in grado di raccontare molti dettagli delle prime fasi di formazione del Sistema Solare Si ritiene che durante il passaggio potrebbe generare un debolissimo alone di polveri (coma) che puo' essere studiato attraverso telescopi e spettrometri e aprire cosi' una nuova finestra sulle origini del Sistema Solare.

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