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Hiv,la maggior parte delle diagnosi avviene tra 25 e 29 anni

Controllarsi importante, il ruolo fondamentale dei Check Point

MILANO ANSAcom

Nel 2019, in Italia, ci sono state oltre 2.500 diagnosi di Hiv. Il numero è sceso nel 2020, ma la fascia interessata resta quella dei giovani tra i 25 e i 29 anni. Grazie a sempre più efficaci terapie, questa, a 40 anni dalla sua scoperta, è oggi un'infezione cronicizzabile, ma la prevenzione e i test di screening restano la prima arma. Nel nostro Paese, infatti, 6 nuove diagnosi su 10 vengono identificate in ritardo, e questo pregiudica l'efficacia delle terapie antivirali. A mettere in guardia sono gli esperti, in vista della Giornata mondiale per la lotta contro l'Aids, che si celebra il primo dicembre.
Prevenire e far emergere i casi sommersi per iniziare il prima possibile le terapie è lo scopo dei Checkpoint presenti in diverse città italiane, Centri Community based, ovvero gestiti dalle associazioni, in collaborazione con i Comuni e con le strutture sanitarie territoriali, dedicati alla prevenzione di infezioni sessualmente trasmesse. In particolare, Milano Checkpoint è una rete costituita da 5 enti di volontariato che operano nel campo della lotta all'Aids: Anlaids Lombarda, Asa (Associazione Solidarietà̀ Aids), Cig - Arcigay Milano, Fondazione Lila Milano, Nps Italia (Network persone sieropositive). Le 5 organizzazioni hanno deciso di unire le loro competenze per realizzare un progetto finalizzato al contrasto delle infezioni a trasmissione sessuale, con particolare attenzione per le popolazioni a maggior rischio. Nel 2019 è partito così Milano Checkpoint, che fornisce un protocollo gratuito che prevede uno screening sistematico per Hiv, epatite, sifilide clamidia e gonococco. Viene, inoltre, redatto il piano vaccinale, indirizzando gli utenti alle vaccinazioni per epatite B e papilloma virus (Hpv). Inoltre, con lo sportello PrEP, si valuta il ricorso a terapie pre-esposizione, che consiste nell'assunzione di farmaci antiretrovirali per prevenire l'infezione da Hiv in persone a rischio. "Accedere allo sportello PrEP - spiega Daniele Calzavara, coordinatore di Milano Checkpoint - vuol dire prendersi cura della propria salute sessuale a tutto tondo, perché offriamo anche una visita con l'infettivologo e un colloquio di approfondimento con uno psicologo per definire se e cosa significhi essere un soggetto 'a rischio'".

In collaborazione con:
GILEAD

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