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Da Roma a Torino,in un libro viaggio negli ospedali storici

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Un viaggio in cui i compagni sono la sofferenza, la vita, la speranza, l'arte e la storia. Questo è "Scienza Carità Arte negli antichi Ospedali d'Italia" il libro ideato e voluto dal professor Pierluigi Marini presidente dell'Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi) e realizzato dal professor Gennaro Rispoli che racconta, fotografa e riscopre decine di strutture ospedaliere storiche d'Italia. Dal Ca' Granda di Milano, al San Giacomo di Roma, fino all'ospedale più antico d'Europa, il Santo Spirito in Sassia, il Cervello di Palermo, e poi il Della Vita di Bologna, il Pammatone di Genova, l'ospedale Mauriziano di Torino, o il Santa Maria della Pace di Napoli. Il volume è stato presentato oggi a Matera in occasione del 38esimo congresso dei chirurghi ospedalieri. Un modo per ripercorrere i luoghi della salute nel nostro Paese e anche la storia della scienza e della carità. Il volume raccoglie anche una mostra che dall'1 al 27 giugno è ospitata all'ex Ospedale San Rocco di Matera nell'ambito delle iniziative per Matera Capitale europea della Cultura 2019. La mostra evidenzia l'inscindibile intreccio tra la storia dell'assistenza sanitaria e la storia economica, politica e sociale del Paese. Molti ospedali, come spiega il volume, sono monumenti d'arte, la cui bellezza architettonica aiuta a guarire. Gli antichi nosocomi nascono dalla pietas cristiana e dalle confraternite laiche; solo nell'800 lo Stato avoca a sé la cura dei pazienti che prima era affidata solo alla carità e alla beneficenza. Nell'esposizione, una sezione è dedicata alla storia della sanità militare durante il primo conflitto mondiale,è un altro curato dal Corpo Militare Sanitario dell'Aeronautica, illustra le nuove frontiere della medicina nello spazio. La formazione medica e specialistica, realizzata nell'Ospedale del passato, è uno degli scopi nascosti ma non tanto della ricerca. Molte strutture ospedaliere sono oggi di fatto il museo di se stesse, oppure incluse in reti museali. Solo in pochi esempi italiani ed europei si è riusciti a coniugare l'antica funzione ospedaliera, magari privilegiando le attività ambulatoriali e di prevenzione, con percorsi d'arte e musei scientifici. L'Ospedale degli Incurabili di Napoli è un esempio di simbiosi tra antiche corsie ospedaliere attive da cinquecento anni e un museo delle Arti Sanitarie e storia della Medicina, che ha recuperato nella rete artistica due antichi chiostri, con orto medico ed una elegante spezieria settecentesca.

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