Mitsubishi Space Star, la giapponese dal piglio sportivo

Terza generazione con motore 1.2 e cambio automatico alla prova

Carlo Mandelli MILANO

Terza generazione di Space Star che strizza l'occhio a un pubblico giovane e dinamico. La piccola Mitsubishi è infatti arrivata al 2020 con un piglio più sportivo e per le prove di Ansa Motori ci siamo messi al volante della versione 1.2 con cambio automatico dell'utilitaria nipponica.

Anche solo al primo sguardo, le novità in tema di estetica proposte dalla Space Star sono molteplici. Il look della piccola della Casa giapponese è ora decisamente sportiveggiante e proprio questa caratteristica è tra gli elementi di design che meglio identifica questa nuova serie. L'impronta stilistica è tutta rivolta all'ottenimento di un'idea del movimento. Per la nostra prova abbiamo scelto sia un utilizzo urbano sia alcuni tratti fuori città e la conclusione è che la Mitsubishi Space Star può avere anche un aspetto sportiveggiante ma non è un'auto sportiva, né pretende di esserlo. È invece una citycar che nel traffico cittadino trova la sua migliore espressione, considerate le dimensioni contenute e i vantaggi del cambio Cvt, apprezzabile nella frenesia cittadina milanese. Il compito principale della Space Star è trasportare comodamente quattro persone (volendo anche cinque, ma per brevi tratti) in sicurezza e comfort nell'ambito urbano, mantenendo bassi i costi di gestione. Obiettivo pienamente raggiunto e anche con qualche scatto di brio, considerata la potenza di 80 cavalli del motore 1.2. e nonostante il Cvt che per natura obbliga all'uso del pedale dell'acceleratore in senso moderato.


La relativa mancanza di tanta aggressività è però compensata da una grande agilità cittadina e da un'ottima tenuta in curva, con anche una frenata energica. In marcia, la piccola Mitsubishi infonde sicurezza nonostante le piccole dimensioni ed è agevolata da una lista più che sufficiente di dispositivi per l'assistenza alla guida che vanno dalla frenata automatica d'emergenza con rilevamento pedoni all'avviso di abbandono corsia, fino agli abbaglianti automatici. A bordo, poi, c'è tutto quello serve e anche qualcosa in più.

La plastica nera è il materiale dominante, ma c'è da dire che in Mitsubishi sono riusciti a mitigare l'effetto solitamente non apprezzabile della plastica dura, con l'utilizzo di superfici realizzate con lavorazioni differenti. Aspetto solido e tanto senso pratico è un po' la cifra di Space Star, come nel caso dei comandi al volante. Il cruscotto è essenziale e razionale, mentre al centro della plancia c'è il sistema infotainment con touch screen da 7 pollici, con radio DAB e videocamera posteriore, sempre molto utile in contesti cittadini e soprattutto durante le fasi di uscita da un parcheggio con scarsa visibilità posteriore o laterale. Il sistema è compatibile con Apple Car Play ed Android Auto. Usata per quello che vuole essere, quindi una city car con quel qualcosa di più che non guasta, la Space Star ha soddisfatto le nostre aspettative. 

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