Punch, a Torino il motore a idrogeno. Arriverà nel 2025

Progettato nell'ex centro Gm, cuore tecnologie mobilità futuro

di Amalia Angotti TORINO

Il gruppo belga Punch punta con decisione sull'innovazione e sulle nuove tecnologie per la mobilità del futuro, come l'idrogeno. I primi risultati sono già visibili nel tour - organizzato in occasione del Punch Technology Day - attraverso i nuovi progetti, tra i quali un prototipo di pick up e un'imbarcazione, entrambi con motopropulsione a idrogeno.
    Il motore a idrogeno, sviluppato a Torino nell'ex centro engineering di General Motors, nella cittadella politecnica, potrà essere messo in produzione nel 2025, hanno annunciato Guido Dumarey, presidente e fondatore del gruppo belga e Pierpaolo Antonioli, chief technology officer. Per il suo sviluppo l'investimento ammonta a circa 40 milioni di euro, mentre due milioni di euro sono serviti per la conversione del diesel in idrogeno e per i test. "L'obiettivo - hanno spiegato Dumarey e Antonioli - è soddisfare le moderne esigenze di mobilità collettiva, individuale e commerciale grazie a soluzioni a zero impatto ambientale".
    Non solo idrogeno, ma anche intelligenza artificiale, che per esempio garantisce sicurezza al monopattino elettrico di Punch grazie a un sistema di allarmi. E c'è un posto anche per il diesel, "che non è affatto morto, ma fino al 2030 sarà prodotto globalmente in misura ancora elevata", sottolinea Antonioli. Tra le novità anche la joint venture con Magneti Marelli per produrre assali elettrici e sistemi elettrici di propulsione per auto elettriche e ibride.
    "Non basta parlare di tecnologie, sono necessarie le normative che sostengano la transizione. Ognuno deve fare la sua parte. Creare un ecosistema dell'innovazione e del prodotto è un compito essenziale che le istituzioni devono prendersi in carico per aiutare il mondo imprenditoriale a tenere il passo in un ambiente altamente dinamico e competitivo, ha detto Antonioli che domani riceverà il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.
    "Se non riusciamo a mantenere in Italia quelle imprese estere, che dovranno sopportare dei costi per andare via, è evidente che non riusciremo nemmeno ad attrarre nuovi investitori che portino valore aggiunto per l'Italia. Bisogna fare in modo che chi si è già insediato in Italia continui a investire nel nostro Paese. Come sta dimostrando Punch Torino" osserva Barbara Beltrame Giacomello, vice presidente di Confindustria per l'Internazionalizzazione. 

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