Covid-19, i comportamenti degli utenti al tempo di pandemia

Ricerca Ford sui trend dei consumatori, ora più resilienti

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Il 2020 è stato un anno difficile e inaspettato. Il Covid-19 ha creato conseguenze economiche, politiche ed emotive, mettendo alla prova i limiti di individui, famiglie, sistemi sanitari e interi settori della società.

Tuttavia, come sottolinea il nono Rapporto annuale Looking Further with Ford Trends Report, la pandemia globale ha rivelato anche quanto le persone possano essere resilienti nel trovare modi per affrontare certe situazioni e adattarsi.

In un'indagine globale su 14 paesi, il 69% degli intervistati afferma di essere sopraffatto dai cambiamenti che stanno avvenendo nel mondo. Alla domanda su quanto bene si siano adattati a questi cambiamenti durante la pandemia, il 53% dice che è stato più difficile del previsto, mentre il 47% che è stato "più facile di quanto immaginassi." Le generazioni più giovani l'hanno presa più duramente di quelle più anziane: il 63% dei Gen Zers dice che adattarsi è stato più faticoso, contro il 42% dei Boomers.

Il Ford Trends Report del 2021 esamina questi modelli di cambiamento nel comportamento e negli atteggiamenti dei consumatori in tutto il mondo, per aiutare i decision makers a capire come questi possano influenzare il nostro mondo nel 2021 e oltre.

Tra le tendenze evidenziate nella relazione c'è quella del Pressure Points. In tutto il mondo, l'ansia è alta, alimentata da timori di contrarre il Covid-19 e preoccupazioni circa l'impatto della pandemia sulle comunità, l'occupazione, l'istruzione e altro ancora. Il 63% degli adulti nel mondo afferma di sentirsi più stressato di un anno fa, e 4 su 5 dicono che dovrebbero prendersi più cura del loro benessere emotivo.

Uno dei trend è anche il 'Time to Escape', la volontà di essere alla ricerca di nuovi modi per fuggire, utilizzando magari un veicolo per rilassarsi. Quasi 1 su 5 dice di utilizzare il proprio veicolo per trovare la privacy. E il 17% dice che lo usa come luogo di lavoro.

La pandemia ha inoltre posto un riflettore sul bisogno di compagnia e rimodellato il senso della famiglia. La solitudine è pervasiva in tutto il mondo: una persona su due dice di sentirsi sola regolarmente. Le generazioni più giovani provano questa sensazione in modo più profondo: i Gen Zers sono due volte più propensi a sentirsi soli rispetto ai Boomers (64% vs 34%).

Inoltre, il 76% degli adulti a livello globale dice di aspettarsi che i brand prendano posizione sulle questioni sociali e il 75% dice che oggi i brand stanno cercando di agire nel modo giusto.

Tra le tendenze anche quella che vede il 75% degli adulti a livello mondiale affermare di condividere i modi in cui le aziende hanno cambiato l'esperienza di acquisto dall'inizio della pandemia e il 41% afferma di non voler tornare a fare shopping nella modalità esistente in precedenza. La pandemia può farci sentire bloccati, ma non siamo a un punto morto: gli spostamenti con mezzi propri sono in crescita. Le vendite di biciclette sono salite alle stelle e le città hanno chiuso le strade per fare spazio ai ciclisti. Le vendite di auto sono esplose perchè la gente si sente più sicura sul proprio mezzo di trasporto. E la pianificazione urbana intelligente sta accelerando il processo verso una guida autonoma pienamente implementata.

Nei primi giorni della pandemia, il miglioramento della qualità dell'aria è emerso come una possibile conseguenza positiva del lockdown mondiale, ma quell'ottimismo è rapidamente scemato quando il mondo si è rivolto a dispositivi di plastica e altri usa e getta, rendendo chiaro che essere sostenibili e rimanere sostenibili non procedono sempre di pari passo. Le generazioni più giovani sono preoccupate: il 46% dei Gen Zers a livello globale afferma che la pandemia ci ha reso più dispendiosi e il 47% afferma che, nel lungo termine, la pandemia avrà un impatto negativo sull'ambiente. (ANSA).

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