Società & Diritti

Cittadinanza attiva, a Roma si riparte col verde

Per il bene comune quartieri in prima fila e Retake è un 'caso' di eccellenza

Roma, dalla cura del verde dei cittadini, il nuovo impegno sociale © ANSA

Al primo appuntamento al mercato rionale dello storico Testaccio sono stati adottati oltre 150 giovani alberi che saranno piantati a breve nelle buche sparse in grande quantità sui marciapiedi del quartiere. In tutto gli spazi da riempire sono cinquecento e, una volta, ospitavano splendide piante che fiorivano ogni primavera. Ora gli alberi sono caduti e le vecchie aiole sono piene di spazzatura ed escrementi, nonché minacce per chi sui marciapiedi ci cammina distrattamente. La piantumazione è una iniziativa intrapresa spontaneamente dagli abitanti del quartiere e si chiama ‘Ripartiamo col verde’. E’ organizzata da diverse associazioni afferenti al gruppo ‘Quartieri attivi’ (www.quartieriattivi.org) che hanno già provveduto a piantare più di 400 alberi e si aggiunge alle sempre più numerose attività che nascono spontaneamente nella capitale per sopperire alla mancanza di manutenzione dell’amministrazione cittadina e ai cattivi comportamenti degli abitanti che sporcano senza, pare, alcun interesse per il bene comune.

Le adozioni degli alberi prevedono non solo la copertura delle spese per comprare i giovani biancospino (Crataegus Monogyna), frassino meridionale (Fraxinus angustifolia) o albero pagoda (Parrotia persica). Pagando 100/150 euro, si ha diritto ad una targa col proprio nome che sarà fissata al tutore ma si acquisisce anche l’onere delle annaffiature. Per attecchire le piante hanno bisogno di almeno 60 litri di acqua alla volta per i primi due anni, da erogare una volta alla settimana nei periodi caldi dell’anno. “L’adozione è un vero e proprio impegno civile. I cittadini non si scoraggiarono e si organizzano con delle taniche da trasportare su e giù dai palazzi, anche coinvolgendo portieri e vicinato o riempiendo secchi alle fontanelle sparse nella zona, - commenta Elisabetta Galgani dell’associazione Via Marmorata 169. Il progetto ha l’approvazione del Comune di Roma che fornisce i giardinieri per eseguire le piantumazioni ma, purtroppo, non svolgerà la manutenzione.

Sono invece 40 gruppi sparsi per la citta, in totale circa 5.000 persone dal centro alla periferia, i volontari di ‘Retake Roma’, movimento spontaneo, apartitico, no profit nato per la manutenzione del decoro urbano. Rebecca Jean Spitzmiller, la fondatrice di Retake Roma, ha ricevuto da Sergio Mattarella l'onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per il suo coinvolgente impegno nella lotta contro il degrado urbano e nella difesa dei beni comuni.

Diffuso a macchia d’olio supera ora i confini della città, presente da Agrigento a Torino, e, in occasione della ‘festa della Terra' del 31 marzo 2019, ha organizzato la più grande operazione di ripulitura e di rigenerazione su Roma. Migliaia di cittadini di tanti quartieri della città, forniti di ramazze, decespugliatori, sacchi dell'immondizia e pale, si occupano di ripulire quattro punti strategici noti per il loro stato di abbandono come il Canale dei Pescatori di Ostia, il deposito Atac di piazza Ragusa, largo Fratelli Lumière nel III Municipio e il Parco del Colle Oppio a Monti.

I romani si rimboccano le maniche, abbelliscono e mantengono puliti anche i parchi giochi dei bambini, abbandonati e sporchi. Spazzano i marciapiedi all’ingresso dei palazzi e fanno rinascere giardini (come a San Giovanni l'associazione del Parco di Carlo Felice) e perfino parchi cittadini.  E’ il caso del signor Stefano Vaida, odontotecnico in pensione, antesignano dell’impegno civile, che da solo cura circa 5.000 mq di verde che circonda molti palazzi del quartiere della Serpentara, il ‘parco della Torricella’. “Era una valle che è stata riempita dal Comune con la terra di risulta che arrivava dal quartiere Flaminio, dall’area della caserma di via Guido Remi e del Maxxi. Purtroppo includeva anche materiali non salubri. Poi la zona è stata ricoperta con molti metri di terra tanto da divenire un colle. Ho iniziato circa dieci anni fa’ a ripulirla dalle sterpaglie, dall’immondizia e dai rovi. Inizialmente lavoravo con delle vanghe e delle zappe ma era molto difficile. Ho chiesto aiuto agli abitanti del quartiere e, con il supporto di alcuni condomini e del vicinato, abbiamo comprato un trattorino. Ho piantato degli alberi nuovi, ho costruito delle panche ed una casetta di legno per i bambini. Il parco oggi è molto frequentato”. Vaida fa un appello agli abitanti della Serpentara: “Purtroppo negli anni l’aiuto dei cittadini è calato e ci vorrebbe un gruppo organizzato di persone per proseguire con la cura di questa area”.

 

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