Moda

Ralph Lauren, l'autunno è un club del jazz

Pat Cleveland apre Chiara Boni; NY di strada per Rag & Bone

Bella Hadid models the Ralph Lauren collection during Fashion Week © AP
  • di Alessandra Baldini
  • NEW YORK
  • 09 settembre 2019
  • 12:00

L'autunno di Ralph Lauren è un club del jazz: nella ex sede Deco della Bank of New York a Wall Street lo stilista solo per una notte ha ricreato l'atmosfera sfavillante della New York degli anni '30 per presentare la sua nuova collezione "see now-buy now", declinata stavolta attorno all'idea dello smoking. "Fin dalla mia prima collezione, ho sempre amato la donna in smoking. La linea Fall 2019 celebra questo stile senza tempo", ha dichiarato lo stilista (fatturato globale 6.3 miliardi di dollari e 501 negozi direttamente operati nel mondo), mandando in passerella il suo omaggio all'arte dell'abito formale maschile come espressione della femminilità moderna.

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Bianco e nero di rigore per i 230 ospiti tra cui Cate Blanchett e Mandy Moore e per le 37 uscite della sfilata, fatta eccezione per tocchi vivaci di viola, cremisi, blu zaffiro e giallo su rasi fluidi, velluti, lamé, cachemire impreziosito di paillette e eco-pelliccia. L'abito nero corto da cocktail in paillette con l'iconico Martini Polo Bear, lo smoking e gli abiti tuxedo marcano i codici classici di Ralph. Prima del sipario al "Ralph Club", una performance dal vivo di "Let's Face the Music and Dance" di Janelle Monae ha elettrizzato la sala quando la straordinaria cantante e attrice di "Moonlight" si è tolta la giacca dell'abito smoking rivelando la candida camicia ridotta a sparato e polsini. Flashdance 1983? Se Ralph invita a sfuggire dalle turbolenze di oggi rifugiandosi nell'era del jazz, Zegna ha affrontato un tema serio per i nostri tempi ribaltando, nella sua nuova campagna pubblicitaria #WhatMakesAMan, l'idea tradizionale di mascolinità: "Ci vuole coraggio per mostrare vulnerabilità, forza, sensibilità verso gli altri, osare, mostrare eccentricità", ha detto il testimonial Mahershala Ali, premio Oscar per "Green Book", al lancio newyorchese in una townhouse dell'Upper East Side.

La leggendaria top afro-americana Pat Cleveland con la figlia Anna, anche lei modella, ha aperto Le Petit Robe di Chiara Boni: "una Regina di Cuori" che atterra a New York dopo un lungo viaggio" dall'Africa all'Estremo Oriente e al Messico e ne ricrea il ricordo con tessuti a motivi animali, paisley e ikat realizzati nel tessuto speciale Eurojersey ecosostenibile con cui la stilista fiorentina crea l'80 per cento delle sue collezioni. Da Jeremy Scott, il designer di Moschino, la consueta esplosione di forme e di colori che strizza l'occhio a "Liquid Sky" (Slava Tsukerman, 1982) è stata definita "degna di banda pop dell'era spaziale". Mark Wainwright di Rag & Bone, tornato a sfilare dopo tre anni in un ex trading floor della Borsa, ha guardato alla strada di New York per una collezione unisex indossata con sovrapposizioni ad arte. La "piscina" di Lincoln Center in un nuota una scultura di Henry Moore ha fatto da sfondo alle proposte di Sophie Lafontaine di Longchamp che fondono anni '70 e '90 con una tavolozza alba-tramonto ispirata alle "esplosioni nel deserto" dell'artista femminista Judy Chicago.

  • di Alessandra Baldini
  • NEW YORK
  • 09 settembre 2019
  • 12:00

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