Design & Giardino

La casa cambia in nome dell'igiene. E' rivoluzione design per mobili, porte, frigoriferi

Porte senza maniglie, armadi con vapore, divisori touchless, creatività per spazi fase 2

Le case cambiano in nome dell'igiene, qui una cabina armadio dotata di un nuovo sistema per  igenizzare i vestiti , 'Air Dresser' brevettato da Samsung © ANSA
  • di Agnese Ferrara
  • 12 maggio 2020
  • 10:42

E dopo i luoghi di lavoro la svolta avverrà in casa. L’isolamento sociale ha stimolato architetti, ingegneri, interior designer e aziende a ripensare integralmente gli spazi degli uffici e dei luoghi di aggregazione ed ora anche degli ambienti domestici perché lo stile di vita e le esigenze casalinghe degli italiani sono cambiate per la pandemia e sono in molti a scommettere che non ritorneranno più quelle di prima.
Ci siamo ritrovati chiusi in casa a lungo e gli spazi sono diventati ‘stretti’ per vivere, seguire le lezioni scolastiche, lavorare, mangiare e riposare. Delle vere e proprie case-mondo. Siamo inoltre stati sensibilizzati sull’importanza di case e ambienti lavorativi a prova di germi e tutto ciò che ci circonda è divenuto forse inadeguato.
Dal frigorifero alla lavatrice, dalle maniglie delle porte agli abiti e alle scarpe indossati per uscire a fare la spesa sono diventati fonte di preoccupazione perché ricchi di sporco e germi. Le nuove necessità non si perderanno con l’affievolirsi dei contagi perché nel frattempo ci stiamo abituando ad alcune regole igieniche e, inoltre, non tutto della ‘clausura’ è stato negativo: il tempo passato fra le mura domestiche ha fatto scoprire l’importanza delle nostre case non più vissute di fretta, alla pari di ‘alberghi’ dove dormire o mangiare, ma come luoghi per vivere in modo più articolato e per più tempo.
L’altra faccia dell’isolamento è stata l’opportunità di scoprire uno stile di vita più casalingo anche gradevole tanto da spingere i designer italiani a ripensare interamente gli spazi abitativi, oltre che i luoghi di lavoro, rimodulando gli spazi dedicati allo smart working, all’allenamento sportivo, alla cura di sé, all’aggregazione o al relax.
Insieme a nuovi accessori hi-tech per igienizzare alcuni punti sensibili di casa, come maniglie, armadi, porta scarpe, abiti e accessori evitando la trasmissione dei germi. Si è molto parlato di soluzioni ‘anti contagio’ nei luoghi di lavoro e ora anche dei luoghi di aggregazione sociale come biblioteche, librerie e così via. Dopo lo stupore e le critiche (i rendering di fantomatici box in spiaggia sono rimbalzati sui social ), siamo scesi a patti col virus e designer e industrie hanno sfornato soluzioni smart per uffici, banchi, sale lettura e palestre con pannelli protettivi leggeri ad elevato livello di trasparenza e mobili (come i sistemi modulari di Momenti, italian custom design). La riflessione ora passa alle nostre case e su come l’isolamento abbia dato anche buoni frutti in nome di una nuova convergenza degli spazi casalinghi, sostiene un nutrito gruppo di designer e imprese di architettura e del campo immobiliare italiane scelte come panel di ricerca condotto da Filippo Cesarino sul design di EXS Italia, società di Executive Search di Gi Group.
Nel prossimo futuro supereremo la concezione di casa come l’abbiamo pensata e vissuta fino a prima dell’emergenza sanitaria - si legge nel focus – in nome di un maggiore confort casalingo a cui non si rinuncerà più e di nuovi spazi e sistemi dedicati alla cura. Cambia il rapporto tra vita privata e professionale nell’uso degli ambienti casalinghi, assisteremo perciò a breve ad una riorganizzazione integrale degli spazi. Cresce l’esigenza di sfruttare in modo migliore anche gli spazi esterni come giardini, verande e terrazze, aumenta la necessità del co-living e aumenta in modo esponenziale - dicono i designer interpellati da EXS - l’attenzione per la tutela della salute, per cui i luoghi di lavoro e di socialità devono essere progettati con una attenzione che includa l’igiene e la sicurezza degli spazi con sistemi di sanificazione a prova di germi, inquinamento e allergeni.
Mentre sarà possibile ripensare integralmente agli spazi delle future case, si può anche creare nuove aree in quelle che già abitiamo. Alcuni esempi? La cabina armadio o la zona in prossimità dell’armadio può includere un’area per l’igienizzazione a vapore di capi e accessori con sistemi di stiratura verticali che stanno andando per la maggiore anche nei luoghi di lavoro per pulire e rinfrescare divise, camici e magliette per il personale (come il sistema SteamOne dell’italiana Nital). Nuovi i box igienizzanti a forma di armadietto (come AirDresser di Samsung, con sistema certificato) dove riporre abiti e accessori usati fuori casa. Dotati di un sistema igienizzante a vapore sembrano eliminare polvere, sporco superficiale, cattivi odori, acari e germi.
In nome dell’igiene scompariranno a breve anche le maniglie dalle porte, veicoli di germi e sporco passato di mano in mano? Ingegneri e architetti insieme stanno mettendo a punto nuovi sistemi divisori touchless per alberghi ed uffici che potrebbero diventare il futuro anche per i luoghi destinati all’ aggregazione casalinga. Già realizzate nuove porte a scrigno con apertura automatica e perfino quinte a libreria che si aprono alla bisogna su altre zone, attivate elettricamente con fotocellula o telecomando (come il nuovo il sistema di porte mobili dell’italiana Lualdi). Seguono nuovi sistemi igienizzanti applicati agli aspirapolvere e scope elettriche con metodi di filtraggio elevati di tipo HEPA (High Efficiency Particulate Air filter, ad elevata efficienza di filtrazione dei fluidi sia liquidi che gas) che tratengono fino al 99% polvere e allergeni e filtri antibatterici applicati ai frigoriferi che, nel giro di 24 ore, riducono i batteri del 99% e raddoppiano il tempo di freschezza degli alimenti (entrambi sistemi di Samsung).

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