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Addio pelle stressata con prebiotici e 8 regole beauty

La pelle ha un suo ecosistema, dopo i probiotici arrivano nuove difese cosmetiche

Microbiota pelle, foto Comfort Zone © ANSA

La pelle accoglie più di 500 specie diverse di batteri, ha perciò un suo ecosistema che andrebbe tutelato, invece siamo responsabili di molti errori, sia alimentari che di cure sbagliate che dedichiamo alla nostra pelle e che ne alterano l’equilibrio. Una soluzione però c’è e alla moda dei probiotici da bere, si affianca il trend ‘pre e pro-biotici’ da spalmare sulla pelle. Se i primi sono microorganismi viventi che, assunti con l’alimentazione, rafforzano l’eco-sistema intestinale che pare poi rispecchiarsi sulla pelle, i prebiotici sono invece sostanze organiche, come le fibre, che stimolano la crescita di batteri ‘buoni’ anche per la bellezza della pelle. In realtà queste sostanze non sono nuove, la loro scoperta risale agli anni novanta, è invece una novità il loro boom in ambito cosmetico che sta sfornando i primi sieri, emulsioni, tonici, booster (sieri da applicare prima della crema idratante perché ne potenziano l’efficacia) e patch che vantano nuove capacità prebiotiche. I ‘batteri buoni’ per la pelle sono anche il cavallo di battaglia della arcinota Gwyneth Paltrow, attrice da Oscar e guru del wellness, che fra i prebiotici elenca una bevanda di ibisco (karkadè) e una serie di integratori ad hoc, e non mancano le celebrities che sorseggiano infusi e frullati che rinforzano le difese della pelle. La novità dei prodotti beauty pro-batteri è un business nuovo che fa gola a molti come a Roshini Raj, professore di medicina alla NYU school of medcine che quattro anni fa ha avviato un progetto di ricerca in questo campo ed ha messo in commercio la sua prima linea beauty probiotica, Tula, che pare essere in grado di riequilibrare la flora microbica, come ha dichiarato Raj stesso al quotidano finanziario Forbes i giorni scorsi in un servizio in cui si elencano le principali novità della nuova cosmetica pro-biotica e pre-biotica.

La versione cosmetica dei perbiotici contiene zuccheri e fibre naturali, ricavati per sintesi enzimatica, in grado di proteggere l’integrità della flora cutanea e migliorare le difese della pelle. “I consumatori hanno ampiamente abbracciato l'argomento del microbioma per la salute dell'apparato digerente attraverso l'uso di probiotici e prebiotici ingeribili, ma il loro interesse per il microbioma della pelle è ancora nella sua fase di crescita iniziale, - spiegano i ricercatori del colosso tedesco Basf sulla rivista Cosmetic & Toiletries. “I Millennials sono i più interessati al microbioma e cercando prodotti mirati per la cura della pelle del viso ma l’interesse sale anche fra gli over 55. Non sorprende che dal 2015 ad oggi i lanci di prodotti di bellezza incentrati sul microbioma siano cresciuti del del 45%”. Il colosso tedesco ha pronti i suoi elisir ad azione pre e probiotica come i principi attivi da fitosteroli di Brassica Campestris e le proteine da fermentazione di lieviti Lactobaccillus plantarum. Antesignana la company Algenist che punta all’uso delle alghe ad attività prebiotica come i polisaccaridi da Parachlorella Beijerinckii e da Chlorella vulgaris (microalga), insieme ai più noti probatteri come i fermenti da Alteromonas e Lactococcus.

Spiega Mariuccia Bucci, dermatologa e membro del comitato scientifico della italiana Comfort Zone che ha messo a punto sieri che contengono mix di prebiotici brevettati e derivati da sintesi enzimatica di zuccheri naturali: “La nuova frontiera della cosmesi è l’impiego di ingredienti che proteggono la comunità di batteri buoni e il microbiota cutaneo. Se la barriera della pelle è danneggiata, stressata e irritata si perde l’equilibrio naturale esponendola alle aggressioni ambientali”.

8 REGOLE PER INCREMENTARE I BATTERI BUONI E DIFENDERE LA PELLE:

L’ecosistema della pelle si altera anche a causa nostra. Ecco 8 suggerimenti de ricercatori Comfort Zone:

1. No a scrub e detergenti: alcuni trattamenti di bellezza possono essere aggressivi per la pelle sensibile. E’ preferibile quindi utilizzare prodotti specifici lenitivi e nutrienti. Fare attenzione ai detergenti schiumogeni contenenti tensioattivi e ai prodotti con alcool e ingredienti astringenti che privano la pelle degli oli naturali, essiccando la barriera e rendendola sensibile alle irritazioni.

2. No agli shock termici: gli sbalzi possono danneggiare la struttura cutanea causando rossore ed irritazione diffusi. Pertanto, è meglio evitare ambienti estremamente secchi e caldi e fare attenzione in caso di temperature sotto lo zero.

3. Proteggere la pelle dal sole: la radiazione solare è una delle cause dell’infiammazione. I raggi UV causano un aumento della temperatura corporea e uno stato di infiammazione. Proteggere sempre la barriera cutanea con un SPF adeguato è fondamentale.

4. Cosa mangi? Il cibo può essere una fonte di infiammazione e rendere più sensibile la pelle. E’ perciò importante riconoscere gli alimenti che favoriscono l’infiammazione e scegliere invece quelli che svolgono un’azione antinfiammatoria.

5. Alimenti con omega 3: salmone, pesce di acqua fredda (possibilmente non di allevamento), semi di lino e noci sono alimenti ricchi di omega 3 che aiutano a contrastare l’infiammazione e a mantenere sana la barriera cutanea.

6. Prebiotici a tavola: gli alimenti ricchi di fibra forniscono un’alta concentrazione di prebiotici che aiutano a mantenere attivo il sistema immunitario e quindi a proteggere la pelle dalle aggressioni. Porro, cipolla, avena e mela sono particolarmente ricchi di tali sostanze.

7. Integratori, se servono: gli integratori a base di ceramidi e acido ialuronico sono utili per mantenere livelli ottimali di idratazione cutanea e per proteggere la funzione barriera.

8. Alcool a tavola: da evitare perché causa una vasodilatazione localizzata sulla pelle.

 

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  • di Agnese Ferrara
  • 22 febbraio 2019
  • 16:32

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