Giudice, diritto lavoro sia precettivo

A Matera incontro con il Giudice di Palazzo della Consulta

Redazione ANSA MATERA

(ANSA) - MATERA, 31 OTT - "Che il diritto al lavoro abbia carattere precettivo". Lo ha detto stamani, a Matera, il Giudice della Corte Costituzionale Giulio Prosperetti rivolgendosi agli studenti delle medie superiori in un incontro del "Viaggio in Italia: la Corte costituzionale nelle scuole".
    "Il ruolo dei giuristi e della Corte costituzionale in particolare - ha aggiunto - è quello di ricavare dalla Costituzione tutto quello che ci può dare. Finora è stato tutto interpretato in termini di libertà, dignità, ma ci sono alcune norme che secondo me hanno un valore precettivo. Per esempio il diritto al lavoro che normalmente è stato interpretato come un diritto di libertà. Invece credo che possa essere costruito come un diritto pretensivo vero e proprio. Si dovrà, quindi, trovare il modo per obbligare le istituzioni a dare lavoro. Non solo a concedere la libertà di lavoro. Credo che sia il messaggio più importante da trasmettere e in una situazione particolare del Paese. Sono stati aboliti i lavori socialmente utili che, invece, rappresentavano una situazione in contesti di grave disoccupazione".
    Quanto ai valori da trasmettere, il Giudice ha indicato i valori di uguaglianza e di rispetto della persona. "Siamo in una fase in cui in Europa - ha evidenziato - nascono movimenti xenofobi, razzisti e quindi il messaggio della Costituzione è quello di combattere le discriminazioni, garantire l'uguaglianza e in definitiva tutti i valori che hanno costituito la nostra civiltà". Prosperetti ha inoltre detto di essere d'accordo sull'importanza di far conoscere la Costituzione attraverso l'educazione civica nelle scuole, ma ha messo in evidenza la carenza di insegnanti da formare. "Sono d'accordo, ma - ha sottolineato - il problema sarà quello di reclutare gli insegnanti perché a suo tempo era stata introdotta l'educazione civica ma non c'erano gli insegnanti dedicati. Era affidata alla buona volontà di qualche insegnante compiere questo approccio.
    Dovrebbe essere, invece, non solo l'educazione civica, ma anche i fondamenti del diritto perché i ragazzi arrivano a 20 anni senza aver avuto un impatto con la normativa che, invece - ha concluso - condiziona e guida tutta la realtà sociale". (ANSA).
   

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