Violenza donne: 81% molestate su lavoro non denuncia

A Pescara confronto fra avvocati giuslavoristi

Redazione ANSA PESCARA

(ANSA) - PESCARA, 22 NOV - "Sappiamo che l'80,9% delle donne che subiscono molestie sul lavoro non denunciano ed è un aspetto legato a questioni di vulnerabilità della vittima, non solo per una questione di genere, ma anche e soprattutto per via dello squilibrio di potere che si verifica sul luogo di lavoro". Lo ha detto Francesca Di Muzio, avvocato del foro di Roma e docente di Diritto penale alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell'Università di Macerata, al convegno a Pescara "Discriminazioni e molestie: strumenti di prevenzione e tutele", organizzato dalla sezione Abruzzo-Molise dell'Agi (Avvocati Giuslavoristi italiani), in vista della 20/a Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
    "Le donne sono scoraggiate dal denunciare, in primis perché c'è una cultura del silenzio che è stata parzialmente svelata negli ultimi anni incentivando le donne a non minimizzare questa violenza subdola che si presenta in un caso su due sul posto di lavoro - ha continuato Di Muzio nell'aula 'Alessandrini' del Tribunale di Pescara - A livello penale il problema è anche l'inquadramento di questo genere di situazioni: non abbiamo un reato penale legato a molestie sessuali, ma varie fattispecie penali sulle quali possiamo lavorare per incardinare un processo a carico non solo del collega o del superiore gerarchico, ma anche nei confronti del datore di lavoro, e in tal senso può essere molto importante la costituzione dei centri anti-violenza come parti civili". Secondo Chiara Sabatini, vice presidente dell'Ordine degli avvocati di Pescara, "il legislatore finora ha parlato molto, ma ha fatto poco per affrontare il problema delle molestie e discriminazioni sul lavoro, che riguarda da vicino tantissime donne". Il convegno di oggi "è un'iniziativa che va premiata - ha aggiunto Sabatini - anche per il coraggio di avere scelto un argomento che non ha strettissima valenza tecnico-giuridica, ma che è di grandissima importanza". "E' particolarmente importante lavorare sui gruppi di persone che l'articolo 28 del Testo unico salute e sicurezza considera a rischio di discriminazione - ha detto Annalisa Rosiello, avvocato del foro di Milano - in particolare per via dell'età, del genere o della provenienza da altri Paesi, per tutelare la loro salute, anche per prevenire le discriminazioni". "Le molestie sul lavoro rappresentano un fenomeno carsico, che non riusciamo a intercettare - ha sottolineato Tatiana Biagioni, presidente di Agi Lombardia - Dalla mia esperienza, sul piano legale, risulta molto importante istruire molto bene la pratica, analizzare tutto ciò che è successo, trovare testimonianze anche in maniera differente rispetto al normale ad esempio prendendo come indizi i casi avvenuti, in situazioni precedenti, ai danni di altre donne, perché molto spesso i molestatori sono seriali, ma al tempo stesso agiscono al riparo dalla presenza di altre persone".
    "Nel giugno di quest'anno è stata approvata una convenzione internazionale dall'Oil (Organizzazione internazionale del lavoro) su molestie e violenza di genere sul lavoro, che dovrà essere ratificata dagli Stati membri dell'Onu e introduce novità interessanti" ha ricordato Fausta Guarriello, ordinario di Diritto del Lavoro all'Università G. D'Annunzio di Chieti-Pescara. "Le novità introdotte, che produrranno un effetto anche da noi in materia di contrasto alla discriminazione di genere, riguardano innanzitutto le tutele di soggetti terzi come studenti o bambini a scuola, malati in ospedale o clienti di un negozio. Inoltre c'è una grande attenzione al lavoro nero, in particolare nel settore agricolo, dove un po' dappertutto sono impiegati lavoratori immigrati e dove si verificano violenze di genere che gli Stati dovranno impegnarsi a contrastare".
    Tra i relatori al convegno anche Luciana Criaco, presidente di Agi Friuli Venezia Giulia; Lola Aristone, presidente di Agi Abruzzo-Molise; Alessandra Genco, consigliera di Parità presso la Regione Abruzzo; Annarita Mantini, procuratore aggiunto di Pescara; Sara Di Giovanni, psicologa del Centro Antiviolenza Ananke di Pescara.
   

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