Auto: Cingolani, nella transizione biocarburanti sono utili

"Decarbonizzano vecchie auto di chi non ha soldi per cambiarle"

Redazione ANSA ROMA

"Io penso che i carburanti sintetici possano essere una buona soluzione. Nella transizione ecologica, se ho un'auto vecchia e non posso cambiarla perché non ho i soldi, non è male se posso avere un carburante sintetico che taglia le emissioni, senza dover cambiare auto e adattare la rete di rifornimento. E' inutile dire 'diamo l'auto elettrica a tutti', quando non possiamo farlo subito". Lo ha detto stamani il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo al convegno "Tecnologia e nuovo umanesimo" di PwC e Gedi.

Il ministro ha giudicato positivamente la proposta del Ppe al Parlamento europeo per prevedere una quota del 10% di nuove auto a biocarburanti al 2035, allentando l'obiettivo del 100% di nuove auto elettriche a quella data.

Cingolani: non bastano le rinnovabili, servono rete e accumuli. L'affermazione di Elettricità futura, l'associazione delle imprese italiane delle rinnovabili, secondo la quale sarebbe possibile installare in tre anni in Italia impianti per 60 gigawatt, "non è credibile" perché pannelli e pale eoliche "sono solo un terzo della soluzione. Poi serve una rete che gestisca la corrente, e grosse batterie o bacini idrici per immagazzinarla, visto che le rinnovabili non hanno una produzione costante". Lo ha detto stamani il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, intervenendo al convegno "Tecnologia e nuovo umanesimo" di PwC e Gedi. "Io ho ricevuto 2 o 3 volte il presidente dell'associazione (Elettricità futura, n.d.r.) - ha detto Cingolani -. La loro richiesta era fare un commissario, cosa che non ha nessun senso, saltando tutti i processi autorizzativi, tranne quelli che possono avere impatto penale. E questa cosa non si può fare". Il ministro ha espresso perplessità sulla affermazione delle imprese di poter installare 60 GW in tre anni, "a fronte del piano di Macron che ne prevede 100 in 10 anni o del nostro che ne prevede 70 in nove anni". Inoltre, "questi 60 GW insisterebbero sempre negli stessi posti, dove ci sono sole e vento (nel Sud, ndr). Ammesso che si facciano in tre anni, poi vanno a caricare la rete in certi punti, ma l'energia serve in altre aree del paese (a Nord, ndr)". "La rete va adeguata", ha commentato il ministro. Poi, ha proseguito Cingolani, "servono gli accumuli. Fotovoltaico ed eolico producono 1.500 ore all'anno, ma in un anno ci sono 8.600 ore. Bisogna mettere gli accumulatori, ma questi costano 300 euro al kilowattora". "Queste cose non si fanno in un giorno - ha concluso il ministro -. Io posso installare 60 GW di pale e pannelli, ma per utilizzarli nel distretto industriale della Brianza, dopo che sono stati prodotti in Sicilia, richiede un'infrastruttura. Stiamo investendo 4,5 miliardi nella rete. Io ho parlato con Confindustria e con gli operatori di rete, non sono solo io a dire che questo numero di 60 gigawatt in tre anni non è credibile".

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