Enel: Greenpeace, sbagliato passare da carbone a gas

"Bene lasciare il carbone a Brindisi, ma per rinnovabili"

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 28 MAG - "La decisione di Enel di voler anticipare la chiusura delle centrali a carbone in Cile e in Italia è un'ottima notizia, attesa a lungo da chi ha a cuore le sorti del clima del Pianeta e da chi subisce direttamente, e quotidianamente, gli impatti dei combustibili fossili, ovvero chi vive nei pressi di questi impianti. È ormai tempo che il carbone vada in pensione, ma è importante che al suo posto si punti sulle energie rinnovabili, e non su altri combustibili fossili inquinanti come il gas". Lo dichiara in un comunicato Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia.

In Cile ENEL ha richiesto la chiusura dell'Unità I dell'impianto di Bocamina entro il 31 dicembre 2020 e l'Unità II del medesimo impianto entro il 31 maggio 2022. A Brindisi, una nota del Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato ENEL a chiudere il gruppo 2 di Brindisi Torre Cerano il primo gennaio del 2021.

Greenpeace ritieni che i piani di Enel relativi alla trasformazione dell'impianto in una centrale a gas siano però assolutamente negativi: "Da un punto di vista climatico, passare dal carbone al gas significa non accelerare come necessario verso la vera soluzione, ovvero energie rinnovabili, efficienza energetica e sistemi di accumulo - spiega Gannì -. Cittadine e cittadini di Brindisi meritano un futuro diverso. Dopo decenni di inquinamento legato al carbone, per la città occorrerebbe una transizione energetica che metta al centro i lavoratori e l'ambiente". (ANSA).

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