Calano costi delle rinnovabili nell'Ue, in Italia i più alti

Rapporto Irex, eolico a 61,5 euro Mwh, fotovolatico a 68,5 euro

Redazione ANSA ROMA

Calano ancora i costi delle rinnovabili in linea con il trend degli ultimi anni; anche se nel nostro Paese rimangono i più alti. Così il nuovo Rapporto annuale Irex 'Il sistema elettrico italiano e le rinnovabili.

Mercato, decarbonizzazione, infrastrutture', messo a punto da Althesys, presentato oggi a Roma nella sede del Gse (Gestore servizi energetici).

Secondo il rapporto infatti "continuano a scendere in Europa i costi di eolico e fotovoltaico. Il Lcoe medio (costo di generazione nell'arco di vita dell'impianto) dell'eolico è diminuito del 2% rispetto al 2017 e si attesta a 43,3 euro per Megawattora (Mwh). L'Italia però rimane la più costosa, con 61,5 euro per Megawattora contro il minimo di 35 dei Paesi Bassi".

Quello del fotovoltaico è "stimato in 68,5 euro per Megawattora per gli impianti commerciali e 58,8 per quelli utility scale (cioè connessi alla rete elettrica a alta trasmissione), in discesa rispettivamente del 12,7% e del 7,6%. Anche nel fotovoltaico utility scale, il Lcoe italiano risente dei maggiori costi del sistema economico e normativo".

Investimenti a 11,3 miliardi nel 2018. Gli investimenti in rinnovabili nel 2018 sono stimati in 11,3 miliardi di euro per 10,8 GW (Gigawattora) di potenza; con una diminuzione del 16% rispetto al 2017, che aveva segnato il record storico. Questo quanto emerge dal nuovo Rapporto. La crescita interna - viene spiegato - ha coperto il 33% della potenza e il 42% del valore. Mentre il 63% delle iniziative ha avuto luogo in Italia, gran parte degli investimenti (2,7 miliardi di euro per 2,5 GW) sono stati sviluppati all'estero.

L'eolico cresce, arrivando al 62% della potenza totale, pari al 48% del valore, con oltre la metà delle operazioni all'estero.

Il fotovoltaico copre il 31% della potenza e il 37% del valore.

Nel 2018 il peso delle operazioni dell'idroelettrico è sceso al 5%, mentre è cresciuto quello delle biomasse (7% pari a 340 milioni) grazie anche agli incentivi per il biometano.

Nell'Ue 78 GW nel 2025 dalle 20 aziende maggiori. "La transizione energetica ha già spinto le venti maggiori utility europee a pianificare 78 GW (Gigawatt) di nuovi impianti rinnovabili entro il 2025". Così il nuovo Rapporto annuale Irex 'Il sistema elettrico italiano e le rinnovabili. Mercato, decarbonizzazione, infrastrutture', messo a punto da Althesys, presentato oggi a Roma nella sede del Gse (Gestore servizi energetici). "Le top 20 - aggiunge il rapporto - coprono il 45% della capacità di generazione europea e il 32% di quella rinnovabile, pari a 166 GW. A questi si aggiungono circa 62 GW nel resto del mondo, arrivando così a un totale di 228 GW". Secondo il documento "l'Europa continua però a perdere peso (72,8% della potenza contro l'81,5% nel 2010). Aumenta invece l'incidenza delle attività extraeuropee. L'America Latina sale, infatti, al 15% degli investimenti, restando la prima meta, seguita dal Nord America (9,6%). La capacità estera è aumentata del 40% tra il 2010 e il 2017, arrivando a circa il 50% del totale. L'evoluzione coinvolge anche le maggiori 'oil&gas', che iniziano ad investire nelle rinnovabili e nell'economia circolare".

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