Da Cernobbio Manifesto su economia a prova di Climate change

Tra i 50 firmatari Renzo Piano e Vincenzo Boccia

Redazione ANSA

Un'economia a misura d'uomo contro la crisi climatica e per costruire un mondo più sicuro, gentile e civile. E' il modello di sviluppo sostenibile proposto dal Manifesto di Cernobbio, sottoscritto nella giornata conclusiva del Forum internazionale dell'Agricoltura promosso da Coldiretti, che vede tra i primi firmatari Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, Ettore Prandini presidente Coldiretti, Vincenzo Boccia presidente Confindustria, Francesco Starace Amministrazione Delegato Gruppo Enel, Catia Bastioli Ad Novamont, Enzo Fortunato Direttore Sala Stampa Sacro Convento Assisi, l'architetto e senatore a vita Renzo Piano e Carlo Petrini, presidente e fondatore di Slow Food.

"Siamo convinti - si legge nel Manifesto già firmato da oltre 50 esponenti del mondo economico, ambientalista, sociale, ricerca scientifica e culturale - che, in presenza di politiche serie e lungimiranti, sia possibile azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050. Questa sfida può rinnovare la missione dell'Europa dandole forza e centralità. E può vedere un'Italia in prima fila. Noi siamo convinti che non c'è nulla di sbagliato in Italia che non possa essere corretto con quanto di giusto c'è in Italia. Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno''. Le adesioni continueranno nei prossimi mesi in preparazione dell'evento che si terrà a gennaio presso il Sacro Convento di Assisi.

Padre Enzo, anche in aziende impostare cultura partecipativa
La cultura partecipativa va impostata anche nelle aziende. E' il messaggio di Padre Enzo Fortunato, la voce del Sacro Convento di Assisi intervenuto al Forum internazionale dell'Agricoltura promosso a Cernobbio, presso Villa d'Este, dalla Coldiretti. Per il padre francescano "il centro della crisi del clima e dell'economia è l'uomo. C'è chi considera l'altro un animale da abbattere, un nemico e questo è il modo di essere contrario a quello francescano. C'è anche chi, invece, è portato ad avere fiducia nell'altro: è grazie alla rivoluzione umanistica attuata da Francesco d'Assisi nel 1200, la società circolare, che ci vede uno accanto l'altro". Padre Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro convento di Assisi, ha anche spiegato che ai francescani si deve l'invenzione delle banche nel nostro Paese con i Monti di Pietà, dove di prestava il denaro, e con i Monti Frumentari, dove si prestavano le sementi con interesse zero ai poveri.

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