Manca il ghiaccio perenne, in crisi le renne della Mongolia

Studio Usa, situazione critica al confine con la Russia

Redazione ANSA ROMA

Sui monti della Mongolia c'è sempre meno ghiaccio perenne e il cambiamento climatico condanna l'habitat delle renne e mette in crisi gli allevatori. La situazione, secondo una ricerca dell'Università del Colorado pubblicata sulla rivista scientifica Plos One, è particolarmente critica sulle montagne Sayan della Mongolia settentrionale, al confine con la Russia. La gente del posto chiama i banchi di ghiaccio perenne 'munkh mus' e li reputa fondamentali per la vita. Anche per quella delle renne e dei pastori che dipendono da questi ghiacciai per avere acqua potabile pulita. "L'allevamento delle renne è strettamente legato al ghiaccio", spiega William Taylor, docente del dipartimento di Antropologia dell'Università statunitense.
    "Le renne sono amanti del freddo e possono surriscaldarsi quando fa troppo caldo", ha aggiunto. Per compensare, i pastori Tsaatan portano le loro greggi sul ghiaccio per dare sollievo ed evitare gli insetti della tundra. In un sondaggio condotto tra i pastori è emerso come il ghiaccio si stia sciogliendo più velocemente in questi anni rispetto a quanto accaduto in qualsiasi altro momento della storia recente. Secondo quanto si legge nello studio, infine, negli ultimi due decenni le temperature in Mongolia sono aumentate di oltre 2,5 gradi Fahrenheit, al di sopra della media del Ventesimo secolo. Questo rapido riscaldamento può causare problemi al 'munkh mus' della regione.
   

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