Covid aumenta vulnerabilità finanziaria famiglie

Rapporto Consob, pochi italiani sanno come sarà propria pensione

Redazione ANSA ROMA

(di Laura Cafaro) (ANSA) - ROMA, 11 DIC - Le famiglie italiane si scoprono più vulnerabili sotto il profilo finanziario per la crisi innescata dalla pandemia, con una quota maggiore che non riesce a fronteggiare le spese impreviste. E se cresce la propensione al risparmio a titolo precauzionale, sono ancora pochi gli italiani che fanno pianificazione finanziaria o che si informano su come sarà la propria pensione e su quanto dovranno risparmiare per garantirsi lo stesso tenore di vita una volta usciti dal mondo del lavoro.
    E' quanto emerge dal rapporto dell'Osservatorio Consob per il 2020 su 'L'approccio alla finanza e agli investimenti delle famiglie italiane" in cui si riscontra che per l'impatto del Covid sull'economia, circa il 30% degli intervistati dichiara di non essere in grado di fronteggiare una spesa inattesa di mille euro e poco più del 30% di aver visto il proprio reddito ridursi nell'ultimo anno. Il 47% del campione riferisce di aver contratto un debito riferibile a un mutuo nel 24% dei casi e a un prestito per coprire spese correnti nel restante 22%. In generale la pianificazione delle scelte finanziarie risulta poco diffusa anche se c'è stato un lieve miglioramento della cultura finanziaria: solo il 40% circa degli intervistati dichiara di avere un piano finanziario e la percentuale risulta più che dimezzata nel caso di programmazione degli obiettivi previdenziali. Sono ancora pochi infatti gli italiani che hanno una chiara consapevolezza di come sarà il loro futuro da pensionati e dal sondaggio emerge che "meno del 20% degli intervistati dichiara di sapere anche solo approssimativamente quanti anni dovrà lavorare prima di poter andare in pensione, a quanto ammonterà la propria pensione mensile e quanto dovrebbe risparmiare per mantenere l'attuale tenore di vita". Inoltre, la mancanza di una chiara visione "è più frequente tra coloro che si dicono insoddisfatti della propria situazione finanziaria e tra coloro che non risparmiano a sufficienza per finalità previdenziali". E così più del 60% degli intervistati dichiara che avrebbe difficoltà a fronteggiare spese improvvise e che è "preoccupato per il mantenimento dell'attuale tenore di vita dopo il pensionamento".
    Capitolo pensione a parte, il contraccolpo del Covid sull'economia non ha modificato più di tanto le abitudini delle famiglie: meno del 40% del campione afferma di aver ridotto le proprie spese, più del 10% di aver intaccato i propri risparmi, mentre il 45% non ha modificato le proprie abitudini. Prevale tuttavia un diffuso pessimismo rispetto al futuro, con aspettative che, nella maggior parte dei casi, proiettano la ripresa dopo il 2022. Nel rapporto viene evidenziato come la pandemia stia avendo "pesanti ripercussioni sull'economia reale incidendo negativamente sull'occupazione e sul reddito disponibile delle famiglie". Per l'Italia "la contrazione del Pil potrebbe superare il 12%" e anche il mercato del lavoro è stato "duramente colpito". E a fronte di un aumento del disagio economico e sociale si registra un "incremento del risparmio precauzionale". Nel primo trimestre del 2020, rispetto alla fine dell'anno precedente, la ricchezza delle famiglie risulta lievemente calata ma "le famiglie italiane continuano a caratterizzarsi per un più basso livello di indebitamento nel confronto europeo mentre il tasso di risparmio, dopo essersi attestato a un valore di poco superiore al 10% nel 2019, dovrebbe aumentare nell'anno in corso di oltre 6 punti percentuali secondo una dinamica, analoga a quella osservata nell'area euro, verosimilmente legata al movente precauzionale".
    (ANSA).
   

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