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Rubrica: Europa e Agenda 2030

Settimana 8-14/11. Anniversario della Convenzione di Ginevra sui rifugiati e crisi ai confini con la Bielorussia, Stato di diritto in Polonia, istruzione, democrazia: i temi affrontati dal Parlamento europeo. Cop26: adattamento al clima e migrazioni.

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Parlamento europeo: 70° anniversario della Convezione di Ginevra sui rifugiati e situazione ai confini con la Bielorussia

Filippo Grandi, Alto commissario dell’Onu per i rifugiati, è intervenuto in apertura della plenaria del Parlamento europeo del 10 novembre, in occasione dei 70 anni della Convenzione di Ginevra per i rifugiati. L’introduzione della vice-presidente, Roberta Metsola, parte dai dati dell’Unhcr: 82,4 milioni di persone sono state sfollate forzosamente nel mondo, nel contempo l’accesso alla protezione si restringe.                 

Nel suo intervento, Grandi precisa come dato fondamentale che circa il 90% degli sfollati non sono qui in Europa o in altri Paesi prosperi ma in quelli a basso e medio reddito che confinano con aree di conflitto e di crisi. Sono questi Paesi ospitanti che devono essere dunque sostenuti con gli aiuti umanitari e molto di più deve essere fatto all’interno dei Paesi d’origine per prevenire lo sfollamento in primo luogo e risolvere le cause all’origine. L’Alto commissario ha poi descritto la situazione di crisi della regione del Tigray in Etiopia, precisando che l’Ue deve dare un sostegno più incisivo se vogliamo prevenire una crisi con ramificazioni che si sentiranno per generazioni. E ha citato anche le criticità di tutto il Sahel, dove la coesione di nazioni fragili e povere si sta sfaldando per le risorse rese scarse dal cambiamento climatico. Lo sfollamento legato al clima è una realtà crescente a cui spero governi e parti interessate presteranno maggiore attenzione aldilà della COP 26.

Grandi ha evidenziato anche la necessità di assistere gli sfollati che vogliono rientrare nei loro Paesi d’origine ma che non possono farlo per problemi di sicurezza. 

E ha proseguito con l’inciso: guardo all’Europa, cerco leadership e sostegno per prevenire e risolvere conflitti, ravvisando che questa leadership non sempre è visibile poiché spesso è minacciata dalle divisioni.

Entrando in merito alla situazione al confine dell’Ue con la Bielorussia, ha richiamato l’appena pubblicata richiesta dell’Unhcr e dello Iom di una risoluzione per dare la possibilità di un accesso immediato e senza ostacoli alle persone in movimento.  

Nello scenario più ampio del problema, ha denunciato i respingimenti e le violenze anche efferati contro i migranti alle frontiere, e chiesto che l’Ue faccia di più per difendere lo stato di diritto per essere ancora un esempio per gli altriC’è un modo per risolvere le sfide non attraverso la retorica o la demonizzazione dell’altro ma lavorando insieme. La prima soluzione è proteggere le persone nei loro Paesi, la seconda nei Paesi in cui cercano asilo. L’Ue deve assumere l'obbligo d’identificare precocemente chi ha bisogno di protezione internazionale. Grandi ha proseguito chiedendo procedure d’asilo eque e veloci, precisando che le stesse possono essere più efficaci se abbinate a un’efficiente e rapido rimpatrio delle persone che non hanno bisogno della protezione internazionale. 

Ha comunicato, infine, l’approvazione del nuovo Patto migrazione ed esilio adottato dalla Commissione, incoraggiando tutti gli Stati membri a sostenerlo.

Sulla situazione migranti al confine con la Bielorussia è proseguito il dibattito al Parlamento europeo con l’intervento del vice-presidente della Commissione Joseph Borrel.

L’intervento ha ripreso le argomentazioni della presidente von der Leyen nella sua dichiarazione dell’8 novembre, in cui aveva definito inaccettabile la strumentalizzazione dei migranti per scopi politici da parte della Bielorussia, e ha annunciato l’estensione delle sanzioni nei confronti della stessa e l’impegno a un confronto con le agenzie delle Nazioni unite per prevenire una crisi umanitaria e un rimpatrio sicuro in collaborazione con le autorità nazionali.

L’incontro al Parlamento è coinciso con la dichiarazione di Borrel come alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

 

Atti adottati dalla plenaria del Parlamento europeo

 Il Parlamento ha adottato una serie di risoluzioni, tra cui ancora sul tema rifugiati e migranti, la  risoluzione sulla proposta di regolamento relativo all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo dove è messa più volte in evidenza, anche dagli emendamenti del Parlamento, la necessità di una sistematica cooperazione con le organizzazioni internazionali, in particolare con l’Unhcr, oltre che tra Stati membri. Diritti dei minori e garanzia del rispetto di diritto fondamentali sono in particolare puntualizzati negli emendamenti approvati.

Per le gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero è stata adottata la posizione su di un nuovo regolamento. Si tratta di una evidente risposta alla luce degli insegnamenti dell'attuale pandemia di Covid-19, finalizzata alla prevenzione, preparazione e risposta adeguate a tutte le minacce per la salute a carattere transfrontaliero, comprese le minacce di origine zoonotica.

Sul tema democrazia e libertà dei media sono state adottate la risoluzione “Rafforzare la democrazia e la liberta? e il pluralismo dei media nell'Ue: il ricorso indebito ad azioni nel quadro del diritto civile e penale per mettere a tacere i giornalisti, le ONG e la societa? civile" e la risoluzione sull'applicazione del regolamento 1141/2014 relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici europei e delle fondazioni politiche europee.

Adottata poi la risoluzione sullo spazio europeo dell'istruzione: un approccio olistico condiviso, in cui apprezzando gli sforzi della Commissione per promuovere uno spazio europeo dell’istruzione, si rileva la necessita? di un approccio piu? olistico, che necessita di una cooperazione e di un coordinamento efficaci tra tutti gli attori e diverse parti interessate, che includono la comunita? dell'istruzione e della formazione, le associazioni di genitori, le parti sociali, i sindacati, le organizzazioni giovanili, gli operatori che lavorano con i giovani e la societa? civile.

Un’altra risoluzione è stata adottata sul piano d'azione sulla proprieta? intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell'Ue in cui il Parlamento indica le proprie posizioni rispetto al piano d’azione adottato dalla Commissione il 25 novembre 2020, sostenendone comunque gli obiettivi.

Con la risoluzione sul primo anniversario del divieto di fatto dell'aborto in Polonia si ribadisce la ferma condanna per la sentenza pronunciata dal Tribunale costituzionale illegittimo il 22 ottobre 2020, che impone un divieto di aborto pressoche? assoluto e per un tale flagrante attacco alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti in Polonia, e si invita il governo polacco a garantire rapidamente e pienamente l'accesso e la disponibilita? di servizi di interruzione di gravidanza, e che siano rispettati, garantiti e promossi i diritti umani delle donne alla vita, alla salute e all'uguaglianza, nonche? la loro liberta? da discriminazioni, violenze e torture o trattamenti crudeli, disumani e degradanti.

In particolare viene anche chiesto alla Commissione di adottare misure concrete per tutelare la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti nell'Ue in generale, a partire dalla creazione di un inviato speciale dell'Ue per la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti e, successivamente, di un apposito capitolo sulla "situazione della salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti" nella relazione annuale dell'UE sui diritti umani e la democrazia.

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di Luigi Di Marco

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