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Strategie regionali e aree interne per la sostenibilità: a che punto siamo?

Illustrato il percorso delle Regioni verso le Strategie di sviluppo sostenibile. Serve una forte collaborazione tra aree urbane, interne e montane. Il resoconto delle due sessioni dell’evento nazionale del Festival sul Goal 11.

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Sessione del mattino

“Regioni e territori stanno diventando protagonisti dello sviluppo urbano e della lotta al cambiamento climatico. La territorializzazione dell’Agenda 2030 è un elemento centrale per l’azione: senza il coinvolgimento dei territori il raggiungimento degli Obiettivi Onu rischia di non realizzarsi”. Così Marcella Mallen, presidente dell’ASviS, ha aperto i lavori dell’evento nazionale “Le strategie regionali e delle Province Autonome per lo sviluppo sostenibile”, tenutosi il 12 ottobre presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma e in diretta streaming, nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile. L’incontro, che ha avuto come Tutor Invitalia - Infratel Italia, è stato organizzato dal Gruppo di lavoro sul Goal 11 “Città e comunità sostenibili”, con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica e della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

L’evento ha avuto lo scopo di mettere a confronto le Strategie regionali approvate e in corso di approvazione, anche in relazione all’aggiornamento della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (Snsvs) prevista per fine anno e all’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Marcella Mallen ha illustrato alcune proposte nell’ambito del Goal 11 contenute nel Rapporto annuale ASviS, pubblicato il 28 settembre scorso: predisporre un’Agenda urbana nazionale per lo sviluppo sostenibile, con un forte coordinamento da parte del Comitato interministeriale per le politiche urbane (Cipu) opportunamente riformato; procedere alla costituzione dell’Osservatorio nazionale sulla Condizione abitativa previsto fin dal 1998; dare impulso al trasporto rapido di massa nelle aree urbane; sostenere la forestazione urbana e le infrastrutture verdi estendendole oltre le Città metropolitane a tutti i Comuni ed enti territoriali.

L’incontro è stato moderato e condotto da Gianni Bottalico, senior expert ASviS per le relazioni con gli enti territoriali, che ha sottolineato come la partecipazione di tutti gli stakeholder (istituzioni, comunità, imprese, associazioni) sia fondamentale per rendere sostenibili e resilienti le nostre città e i nostri territori.

Gianni Bottalico ha introdotto l’intervento di Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e presidente della Regione Friuli-Venezia Giulia, il quale ha affermato che le Regioni e le Province Autonome devono partecipare e dare voce alle esigenze dei singoli territori e delle comunità, protagonisti del cambiamento. “Dobbiamo passare da un approccio di governo settoriale ad un approccio di governo integrato: la sostenibilità ambientale deve incontrare quella economica e sociale”, ha dichiarato Fedriga, che ha aggiunto: “Per il cambiamento non basta svolgere bene i propri compiti. Dobbiamo arrivare alla dimensione globale, pensando soprattutto a quei Paesi dove la sostenibilità è molto lontana. È necessario mettere a sistema diverse competenze che coinvolgono più livelli e devono trovare una sintesi per accompagnare il processo di cambiamento”.

Un concetto di approccio di governance multilivello che viene richiamato da Oliviero Montanaro, direttore generale per la Crescita sostenibile e la qualità dello sviluppo (Cress) del ministero della Transizione ecologica, che lo ritiene fondamentale per dare attuazione all’Agenda 2030. “Il messaggio che vogliamo dare si basa su due parole: condivisione e transizione. Non vorrei declinare quest’ultima: significa mutamento. Dobbiamo ricostruire meglio la nostra società per uno sviluppo rispettoso dell’ambiente. Ma la transizione si basa su tre pilastri (economico, sociale e ambientale) e richiede la partecipazione di tutti” ha aggiunto Montanaro, che ha poi introdotto Mara Cossu (ministero della Transizione ecologica). Quest’ultima ha illustrato il percorso di revisione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, basata sull’interconnessione fra gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. “Nella revisione della Strategia nazionale abbiamo cercato di creare meccanismi di governance territoriali, in grado di governare la complessità sui cui si fonda un'azione sostenibile. A dicembre 2021 la nuova Strategia, che punterà sulla coerenza delle politiche, dovrà andare in approvazione”, ha dichiarato Cossu.

Gianni Bottalico ha poi introdotto il panel dell’evento dedicato agli interventi di otto Regioni e di una Provincia Autonoma.

Roberto Morroni, vicepresidente e assessore alle politiche agricole e alla tutela e valorizzazione ambientale della Regione Umbria, ha affermato che la Regione è migliorata soprattutto sui Goal 2 (sconfiggere la fame), 3 (salute e benessere), 5 (parità di genere) e 12 (consumo e produzione responsabili), ma la crisi derivata dalla pandemia ha reso più impervio il percorso che porta all'Agenda 2030.

Mario Tonina, vicepresidente e assessore all'urbanistica, ambiente e cooperazione della Provincia Autonoma di Trento, ha sottolineato come uno dei temi emersi in modo trasversale riguardi l’attenzione all’ambiente e al paesaggio, insieme alla necessità di ridurre la disparità tra zone montane e città. “Porteremo la delibera relativa alla Strategia provinciale in giunta questo venerdì” ha dichiarato Tonina, che ha illustrato un percorso che ha visto la partecipazione di studenti, associazioni, ordini professionali, agenzie per il turismo e amministratori locali.

Elly Schlein, vicepresidente e assessore al contrasto delle diseguaglianze e transizione ecologica della Regione Emilia-Romagna, ha sottolineato il ruolo fondamentale delle sinergie per dare attuazione all’Agenda 2030, introducendo il tema della comparabilità: è necessario disporre di uno strumento di misurazione coerente con le altre Regioni per capire a che punto sono le Strategie, in una cornice unitaria e olistica. “La Regione Emilia-Romagna ha collaborato con l’ASviS per la definizione del proprio posizionamento rispetto agli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Abbiamo voluto imperniare il programma di mandato 2020-2025 sull’Agenda 2030, collegando i vari assessorati ai Goal di riferimento”, ha dichiarato Schlein.

“La Regione Puglia ha definito un primo documento di orientamento strategico fondato sullo sviluppo sostenibile approvato con delibera nell’aprile 2021. È stato un processo complesso e dinamico, con la partecipazione dei tanti stakeholder sparsi sul territorio”, ha dichiarato Anna Grazia Maraschio, assessore all’ambiente e territorio della Regione Puglia.

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di Lorenzo Pompi 

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