ASviS

Responsabilità editoriale di ASviS

L’Europa come casa comune dei diritti e della cittadinanza

L’evento nazionale dedicato al Goal 16 si è incentrato sui temi dell’inclusione e della responsabilità della società civile, due concetti che devo avere un ruolo chiave nella promozione di istituzioni giuste e accessibili a tutti.

ASviS

Trovare la forza per rinnovare le basi dei diritti di tutte e tutti e dell’idea stessa di cittadinanza: questo il messaggio di fondo emerso dall’evento nazionale “L’Europa e i diritti universali di cittadinanza”, che si è svolto lunedì 11 ottobre nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile. L’incontro, organizzato dal Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 16 “Pace, giustizia e istituzioni solide” con Posteitaliane in qualità di tutor, è stato aperto da un intervento introduttivo di Marcella Mallen, presidente dell’ASviS e di Fondazione Prioritalia. La presidente ha presentato lo stato dell’arte del raggiungimento del Goal 16 e ricordato che “gli Stati membri riconoscono che non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace, né pace senza sviluppo sostenibile”. Tra i punti cardine che hanno orientato la discussione è stato ricordato il Quaderno Lettura ragionata dell’Enciclica ‘Fratelli tutti’ alla luce dell’Obiettivo 16, elaborato dal Gruppo di lavoro ASviS sul Goal 16. “Nell’enciclica il pontefice ci dice che la fraternità deve aprirsi al mondo della politica per alimentare una cooperazione tra le nazioni e non cedere mai alla tentazione di costruire muri anziché ponti”. Mallen ha poi ricordato che l’evento è registrato nella piattaforma messa a disposizione dalla Conferenza per il futuro dell’Europa e invitato a consultare il quinto Quaderno ASviS, che vuole “offrire un contributo informativo a supporto del dibattito sul futuro dell’Europa”.

L’introduzione dell’evento è proseguita con le parole di Filippo Salone, coordinatore del Gdl ASviS sul Goal 16: “Abbiamo provato a inquadrare il tema della cittadinanza europea attraverso tre macro-temi che si riconducono allo spazio destinato al Goal 16 nel Rapporto ASviS 2021. Il primo macro-tema interessa la violenza, i crimini e lo stato di diritti. Vi è una sensibile diminuzione di azioni criminali quali furti, omicidi e atti di violenza privata riconducibili al periodo pandemico. Ci sono però dei rischi: in Italia è aumentato il rischio di corruzione, cresce il livello di polarizzazione ideologica e si verificano sempre di più fenomeni di intolleranza a livello pubblico. Il secondo macro-tema riguarda la partecipazione alla cittadinanza attiva e l’apertura alla trasparenza del processo decisionale pubblico dell’amministrazione. Il terzo macro-tema parla invece di cooperazione e della negoziazione delle politiche per lo sviluppo sostenibile, un concetto che trova ampio spazio nella Conferenza sul futuro dell’Europa, un’Europa baricentro di Pace. Una Pace intesa come Pace positiva, costruita giorno per giorno dalle azioni e dalle iniziative dei policymaker”. Salone ha continuato il suo intervento esponendo il concetto di “artigiani della Pace”, coniato con l’idea di non lasciare nessuno indietro.      

Nella lettera del sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega Affari europei, Vincenzo Amendola, è stato ricordato che “bisogna guardare a un futuro più equo, sostenibile e inclusivo. Questo non è solo il momento di ricostruire ciò che la pandemia ha danneggiato, ma di implementare le politiche dell’Europa e mirare a promuovere società inclusive. Il raggiungimento dei 17 SDGs necessita l’apporto dell’Ue e l’Italia è un attore fondamentale in questo processo”.

Prima di aprire il primo panel è stato diffuso un video-contributo di Pietro Bartolo, vice-presidente della commissione Libertà civili e affari interni del Parlamento europeo, che ha affermato: “C’è un conflitto evidente tra chi vuole perpetuare lo status quo e chi spinge per invertire la rotta, e i giovani possono fare la differenza. Le ragazze e i ragazzi sono nelle strade per pretendere dai governi la difesa dell’ambiente, non prendiamoli in giro, anzi prendiamoli sul serio. Con amarezza vedo che c’è chi si scaglia con odio verso le persone migranti che scappano spesso da guerre, dalla fame e dalla sete prodotte dal cambiamento del clima. Dobbiamo prendere consapevolezza di questi processi ed essere in grado di governarli, non possiamo scartare queste persone”.

 

Diritti umani, sicurezza e democrazia. Il primo panel dell’evento ha affrontato il tema dell’importanza dello Stato di diritto per la promozione della Pace e del contrasto all’odio, la violenza e la discriminazione. Chiara Del Gaudio, conduttrice e giornalista, ha presentato la sessione riprendendo il concetto fondamentale della cura del mondo e dell’umanità e ricordando le parole di papa Francesco: “bisogna cambiare rotta passando dalla cultura dello scarto alla cultura della cura”. L’hanno poi raggiunta sul palco Ilaria Bottigliero, director of policy, research and learning dell’International development law organization (Idlo) e Massimiliano Monnanni, responsabile per la Responsabilità sociale d’impresa nella struttura del governo rischi di gruppo in ambito corporate affairs di Posteitaliane. Collegati da remoto Gherardo Colombo, fondatore dell’associazione Sulle Regole, Pier virgilio Dastoli, presidente del Movimento europeo Italia ed Enza Pellecchia, direttrice del Centro “Scienze per la pace” dell’Università di Pisa e coordinatrice della Rete università per la pace.

Ilaria Bottigliero ha spiegato come “La missione dell’Idlo è di consolidare le leggi e la società civile per garantire a tutti la possibilità di realizzare i propri diritti fondamentali. Tramite il nostro lavoro vediamo come ogni giorno la disuguaglianza cresca quando i diritti fondamentali non sono applicati, cioè quando la legge non protegge dalla discriminazione oppure quando la protezione dell’ambiente è indebolita a favore di interessi privati. Il raggiungimento del Goal 16 è quindi importante perché non è pensabile il raggiungimento dei 17 SDGs senza un accesso pieno alla giustizia”.

Ha proseguito Virgilio Dastoli, il quale ha ricordato che l’organizzazione di cui fa parte è impegnata da anni nella promozione dello Stato di diritto. “Purtroppo in questi ultimi anni, per quanto riguarda il raggiungimento dell’Obiettivo 16, sono stati fatti non dei passi in avanti ma dei passi indietro. Dal 1989 a oggi i muri nel mondo sono aumentati da sei a 83 e purtroppo molti di questi muri sono stati costruiti in Europa. Proprio per questo la tematica dei diritti deve essere al centro della Conferenza sul futuro dell’Europa, anche se per ora ha dato un segnale di mancanza di mobilitazione. Abbiamo bisogno di una Carta dei diritti collettivi, non solo di una sui diritti individuali: il diritto all’ambiente, alla pace, allo sviluppo sostenibile”.

La parola è stata poi data a Massimiliano Monnanni, che ha affrontato il tema dei diritti universali: “Spesso in Italia sembra che parlare di diritti sia fuori luogo, non solo per terzi ma anche per se stessi. Invece è un processo che va fatto continuamente perché la consapevolezza dei diritti umani è una parte integrante della costruzione della partecipazione, soprattutto delle giovani generazioni. È importante in chiave preventiva che ci sia un’azione costante e proattiva che riguardi tutte le branche delle amministrazioni, ma che coinvolga anche le imprese e il terzo settore. In Posteitaliane tutto quello che si fa in chiave di responsabilità sociale d’impresa ha un valore doppio: uno per l’azienda e uno che riguarda ciò che possiamo dare al Paese. Per questo abbiamo ideato per i nostri dipendenti un’attività di formazione interattiva sui diritti umani: vogliamo che loro siano i vettori per propagare questi valori nella società”.

È intervenuto in seguito Gherardo Colombo, dell’associazione SulleRegole, che ha approfondito il tema della perfettibilità della giustizia collegata al valore della dignità. “Quale bussola per la risoluzione dei conflitti? Io credo che ne esistono due: una è costituita dall’imposizione, cioè quella che si usa generalmente e che stabilisce chi perde e chi vince. La bussola alternativa è invece quella della composizione, dove il conflitto è mantenuto in vita, risolto apparentemente, come si fa nella giustizia tradizionale. Esistono però delle possibilità date dalla mediazione, dal trovare un punto d’incontro, e io credo che la bussola della risoluzione del conflitto passi attraverso la prevenzione e l’implementazione di campi che non sono direttamente quelli della giustizia, ma quelli della giustizia sociale, dell’educazione, della cultura”.

Enza Pellecchia, giurista dell’Università di Pisa, ha richiamato l’attenzione sulle ambiguità connesse alle scienze per la pace. “La pace non è oggetto di una scienza, non è riconducibile nei confini di una disciplina. Ciò che invece ci deve interessare è il contributo che le scienze, intese come discipline accademiche, possono dare per la costruzione della pace. Purtroppo è noto il contributo che possono dare le scienze alla promozione della guerra, e riportare il tema della pace al centro del dibattito ci porta ad affrontare la responsabilità sociale della scienza, delle scienziate e degli scienziati. Ogni ricercatore deve interrogarsi su quale contributo può dare alla costruzione della Pace”.

Il primo panel si è quindi concluso con un video-messaggio di Cillian Lohan, vice-presidente del Comitato economico e sociale europeo (Cese), che si è focalizzato sul tema dell’inclusività come concetto chiave del Goal 16, perché rappresenta l’essenza del motto nessuno deve rimanere indietro. “Promuovere società pacifiche per lo sviluppo sostenibile, garantire l’accesso alla giustizia per tutti e costruire istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli è un compito immane. Al Cese facciamo leva sulle nostre reti europee per dare impulso all’attuazione di tale obiettivo dall’interno delle istituzioni stesse e la nostra sfida consiste nell’assicurare alle persone il sostegno e le risorse necessarie affinché abbiano la possibilità di essere e sentirsi incluse”.

continua a leggere su asvit.it

 

di Milos Skakal

Responsabilità editoriale e i contenuti sono a cura di ASviS

Archiviato in


Modifica consenso Cookie