Marcinelle: commemorazione vittime a Manoppello

(ANSA) - MANOPPELLO, 08 AGO - Rispetto e partecipata commozione per ricordare un patrimonio di sofferenze non solo familiari, ma di un'intera comunità che ancora oggi tiene tenacemente viva la memoria di quella tragedia. A sessantaquattro anni dal disastroso incendio della miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle in Belgio, in cui persero la vita 262 minatori, di cui 136 erano italiani - di cui 23 di Manoppello per questo considerata "Città Martire" - il Comune ha commemorato, le vittime di Marcinelle con un evento pubblico che ha visto la partecipazione del Prefetto di Pescara Giancarlo Di Vincenzo, del Presidente della Regione Marco Marsilio, del Senatore Luciano D'Alfonso, del vicepresidente del Consiglio Regionale Domenico Pettinari, del consigliere regionale Guerino Testa, del Presidente della Provincia Antonio Zaffiri. La cerimonia ospitata nella piazza intitolata ai Caduti di Marcinelle, tra immagini storiche, foto d'archivio, prime pagine degli giornali dell'epoca e cimeli si è aperta con la deposizione di una corona d'alloro al monumento in memoria delle vittime del Bois du Cazier, seguita da una preghiera e dalla lettura dei nomi delle vittime abruzzesi di Marcinelle. A ricordare quanti persero la vita nelle viscere della terra mentre facevano il proprio lavoro, la voce di un ragazzo di Manoppello, come simbolo di memoria viva che si trasmette, diventando futuro se affidata ai più giovani. Accanto a lui, ci sono mogli, figli, nipoti dei morti di Marcinelle.
    "Non è superfluo ricordare ð- ha spiegato il sindaco Giorgio De Luca - quanto Marcinelle appartenga al nostro vissuto di comunità. A 64 anni da quella che è comunemente riconosciuta come la catastrofe per antonomasia degli italiani all'estero siamo, ancora oggi, e come ogni anno trascorso da allora, a commemorare le vittime. Non fu la prima né l'ultima tragedia sul lavoro, ma rappresenta uno dei tasselli più dolorosi del variegato mosaico della migrazione italiana nel mondo".
    "Tutto quello che faremo - ha detto il presidente della Regione Marco Marsilio, ricordando come le storie di migrazione appartengano al vissuto di ciascuno - non sarà mai sufficiente per commemorare Marcinelle e ricordare quelle storie di fame e miseria, ma anche di grande dignità. Oggi celebriamo con devozione le vittime di un disastro nazionale, ma, nel contempo, dobbiamo consegnarne ai giovani gli insegnamenti quale patrimonio imprescindibile delle nuove generazioni che non devono dimenticare cosa accadde in quegli anni in cui la vita degli italiani valeva meno del carbone".
    "Siamo in questa piazza dedicata ai Caduti di Marcinelle per fare un esercizio di memoria e civiltà - ha detto il senatore Luciano D'Alfonso - per continuare a trasmettere una grande eredità che passa per temi importanti a partire dalla sicurezza sul lavoro. Dobbiamo coltivare l'albero della memoria che ha radici profonde ma che è capace di guardare al cielo. Un albero carico di sangue e di dolore che però ci dice di tenere sempre accesa la fiammella del ricordo, per non dimenticare cosa è accaduto 64 anni fa". (ANSA).
   

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